Stili di vita.

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In questa sezione pubblichiamo il materiale dei seminari promossi, dallo Spi Lombardia, inerenti le buone pratiche negli stili di vita. Abbiamo stile è lo lo slogan  con cuii caratterizziamo le nostre iniziative per sollecitare stili di vita sostenibili, per creare maggiore consapevolezza sul fatto che le risorse del pianeta non sono infinite.

Ottobre 2016. Spreco alimentare: la legge c’è ora sta a noi praticarla a cura di Merida Madeo segretaria Spi Lombardia.

Dal prossimo numero di SpiInsieme. La legge 19 agosto n. 166 concernente La donazione e distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici ai fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi. Lo Spi della Lombardia ha seguito con attenzione la presentazione del provvedimento in tutte le sue fasi perché interessato al tema della lotta allo spreco e per la sostenibilità. Al nostro convegno del 22 aprile a Milano ne abbiamo parlato con l’onorevole Maria Chiara Gadda, deputata del PD e relatrice alla Camera del disegno di legge. A lei, alla fine del percorso legislativo, poniamo alcune domande. On. Gadda, dall’approvazione alla Camera di questa legge alla sua pubblicazione sulla gazzetta ufficiale fortunatamente non è trascorso molto tempo, cosa abbastanza rara per gli iter legislativi. Cosa ha voluto dire e quali sono le sue valutazioni anche per quanto riguarda la forte condivisione del Parlamento? Siamo i primi in Europa ad esserci dotati di una legge organica sul recupero delle eccedenze e sulla loro donazione per solidarietà sociale. Lo spreco avviene purtroppo nelle nostre case, e lungo tutta la filiera agroalimentare, dall’agricoltura fino alla produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione degli alimenti. Si tratta di una legge votata a larghissima maggioranza alla Camera così come al Senato. È stato possibile raggiungere questo risultato grazie alla collaborazione delle associazioni di volontariato, e delle imprese che hanno messo a disposizione la loro esperienza maturata in tanti anni di impegno.Non è una legge calata dall’alto, perché riconosce le numerose buone pratiche esemplariche da tempo si impegnano in modo silenzioso nel nostro Paese, e prova a “cucirle insieme”, incentivandole e facendole diventare un modello per tutti. Il Parlamento ha dato voce e concretezza a questa esigenza. Ora l’Italia ha la nuova legge, una buona legge. Cosa cambierà rispetto al passato? La legge prova a risolvere i problemi che hanno di fatto limitato la donazione in questi anni: burocrazia onerosa e ridondante, complessità normativa. La legge incentiva anche fiscalmente la donazione e contiene vari strumenti positivi, come ad esempio la possibilità di donare i beni confiscati, l’opportunità per i volontari di raccogliere in campo i prodotti agricoli che per diverse ragioni rimangono a terra, abbiamo chiarito che il pane si può donare, e ribadito la differenza tra la data di scadenza e il termine minimo di conservazione da consumarsi preferibilmente entro. La data di scadenza, che caratterizza per esempio i prodotti freschi, è un termine tassativo ma tanti prodotti non hanno la data di scadenza, ma una indicazione entro la quale il produttore dice che quel prodotto conserva tutte le caratteristiche per cui è stato venduto, ma possono essere consumati e quindi anche donati oltre quel termine. L’eredità politica e culturale dell’Expo, con la Carta di Milano pone ai governi, alle organizzazioni sociali, alla politica dei doveri e degli obiettivi precisi. Come questa legge si inserisce in questo progetto per l’Italia? Per anni il tema è rimasto ai margini del dibattito politico, sono contenta che tutti abbiano compreso quanto sia strategico. Evitare che l’eccedenza venga buttata via, è un bene per tutti, perché si limita la produzione di rifiuti, l’emissione di anidride carbonica, e l’impiego di risorse naturali. Ma l’aspetto più importanteè che prodotti buoni, non scarti ma perfettamente consumabili, possono essere destinati ai cittadini più poveri. Il dono è un modo moderno di concepire il welfare, in cui volontariato e imprese si assumono una responsabilità sociale nei confronti della collettività, e lo fanno al meglio quando lavorano in sinergia con gli enti pubblici, con le organizzazioni sociali, e con i cittadini. Quali potrebbero essere i passi successivi? La legge da sola non basta, ci attende il lavoro più importante: farne conoscere le potenzialità a tutti i soggetti coinvolti, perché per funzionare dovrà essere applicata nella maniera corretta. Dobbiamo fare un passo in avanti rispetto ai prodotti che in questi anni è stato più complesso donare e gestire, come il pane, i prodotti freschissimi, il cibo cotto. E poi tanta prevenzione ed educazione al consumo e all’acquisto consapevole, perché anche noi cittadini siamo responsabili di una buona fetta di spreco che avviene proprio nelle nostre case. ■

Periodico Nuovi Argomenti: Noi abbiamo stile!

In allegato il numero del periodico Nuovi Argomenti dedicato alle buone pratiche negli stili di vita. VAI AL NUMERO DEL PERIODICO

Il racconto dell’iniziativa del 22 Aprile 2016 : a partire dalla Carta di Milano, quale eredità dall’Expo

Sobrietà, concretezza, responsabilità verso gli altri e verso la comunità sono i valori che dettano i comportamenti degli anziani in questo periodo. Lo ha sottolineato Merida Madeo nella sua relazione introduttiva al convegno dello Spi Lombardia, tenuto alla Fondazione Stelline stamane, e dedicato alla Carta di Milano e all’eredità lasciata da Expo.
Un’iniziativa che si situa all’interno di un percorso iniziato l’anno scorso sugli stili di vita: “Ci siamo dati un logo e uno slogan: ‘Abbiamo stile’ – ha detto la segretaria Spi – con i quali caratterizziamo le nostre iniziative per sollecitare stili di vita sostenibili, per creare maggiore consapevolezza sul fatto che le risorse del pianeta non sono infinite”. Ma non si esaurisce qui l’impegno dello Spi, infatti come ha spiegato Madeo poi: “occorre individuare anche spazi di confronto con le amministrazioni, con le istituzioni locali, con le ex Asl per fare contrattazione sociale su obiettivi che riguardano gli stili di vita. Chiamare al confronto i Comuni e la Regione significa sottolineare lo stretto rapporto che c’è fra corretti stili di vita e salute, fra comportamenti virtuosi e prevenzione”.
Da tutto ciò nasce il profondo interesse che lo Spi ha “per il percorso che ha portato alla scrittura di quello che all’inizio fu il protocollo e che poi è diventato la Carta di Milano, che rappresenta l’eredità culturale e politica dell’Expo”.
La versione integrale della relazione di Madeo sarà disponibile nei prossimi giorni sul sito dello Spi Lombardia. Durante Expo sono stati lanciati i nuovi obiettivi del Millennio e a farlo sono stati le Nazioni Unite da un lato e lo stesso Papa Francesco con l’enciclica Laudato si, oltretutto il Vaticano era presente a Expo con un suo padiglione, a seguire c’è stata riunione di 195 paesi – Coop 21 – sui temi del cambiamento climatico e ancora l’assunzione di importanti impegni da parte della Comunità europea su tutti i temi propri di Expo: lo sviluppo, la fama e la sete, la lotta allo spreco e così via. “La Carta di Milano – ha detto Claudia Sorlini, presidente del Comitato scientifico per Expo – ha raccolto tutto ciò soprattutto perché gli impegni presi possano tradursi in fatti reali. La Carta richiama al diritto all’educazione alimentare e contro lo spreco, alla difesa dell’ambiente e delle risorse naturali, alla responsabilità dei singoli come dei governi”.
Il governo italiano, da parte sua, è impegnato con la proposta di legge contro lo spreco alimentare, in un piano strategico biologico e in un disegno di legge sull’educazione alimentare. Non solo, Sorlini ha ricordato anche l’iniziativa lanciata dal sindaco di Milano, Pisapia, sulla Urban food policy a cui hanno aderito già 120 sindaci di diverse città del mondo in rappresentanza di 400 milioni di persone. Cosa fare per ridurre lo spreco alimentare? Sorlini ha indicato alcuni punti che saranno alla base dell’elaborazione dei progetti previsti anche con la Carta di Milano: adeguate politiche di programmazione, educazione alimentare, ecologia domestica adeguata, attenzione alle modalità di imballaggio dei prodotti, una particolare attenzione verso le catene della redistribuzione del cibo verso chi ha più bisogno. E proprio la redistribuzione intesa anche come donazione è al centro del disegno di legge contro lo spreco alimentare, illustrato dall’on. Maria Chiara Gadda, che ne è anche la relatrice in aula.
“Rigore, tracciabilità dei prodotti, sicurezza alimentare sono i paletti che abbiamo messo alla nostra legge. Obiettivo: raddoppiare le donazioni attraverso una semplificazione della normativa finora vigente – ha spiegato Gadda – Siamo infatti partiti dall’analisi di quanto già esistente a livello normativo per arrivare a una razionalizzazione del sistema, la legge è formata da 18 articoli con finalità immediata ed è all’avanguardia anche rispetto alle leggi di altri paesi europei. L’eccedenza in Italia si aggira sui 5,6 milioni di tonnellate, oggi se ne recuperano 500mila grazie al lavoro delle associazioni. Lo spreco si realizza per il 57% nella filiera economica, per il 43% nelle nostre case, questo secondo i dati di una ricerca fatta dal Politecnico di Milano. Se vogliamo intervenire sul 43% diventa importante l’educazione del cittadino specialmente partendo dalle giovani generazioni. Nella legge – ha detto Gadda – è prevista anche una gerarchia della donazione: prima al consumo umano, poi animale e quindi al compostaggio. La legge, una volta approvata dal Senato, sarà immediatamente applicabile”.
Ma tutto questo ha bisogno a monte anche di qualcosa altro e questo è stato ricordato da Stefania Crogi, segretaria generale Flai nazionale: “Cibo di qualità significa lavoro di qualità, significa combattere lo sfruttamento dei lavoratori, il capolarato, le agromafie”. Non solo, vuol dire anche combattere l’accaparramento da parte dei paesi emergenti di larghe fette di territori che vengono strappati a intere popolazioni, che da quei territori traevano il loro sostentamento, accaparramento che avviene solo per fini speculativi. Crogi si è anche soffermata sui danni che deriveranno per l’Europa intera dal TTIP, il parternariato transatlantico per il commercio e gli investimenti. “E’ un negoziato che si svolge interamente in segreto tra gli Stati Uniti e gli altri paesi, abbassare le tariffe non significherà solo abbassare i dazi doganali – ha spiegato Crogi – ma anche le garanzie sui prodotti, prodotti che non avranno più le tutele che oggi hanno grazie alle regole più severe imposte dall’UE. Non solo, è stimato anche un calo occupazionale di circa 90mila unità solo per l’Italia soprattutto se non potremo più tutelare i nostri prodotti. Anche per questo abbiamo indetto una manifestazione nazionale e stiamo per partire con l’iniziativa La tenda rossa con cui andremo nelle piazze, fuori dalle fabbriche, di fronte a quei campi dove forte è la presenza del capolato”.
“Cos’è per il sindacato fare politica? E’ una mattinata come questa durante la quale ci siamo confrontati con delle autorevoli esperte sui temi che Expo ci ha lasciato. Per noi, che facciamo il tifo per una ripresa della politica con la P maiuscola, quanto detto dall’on. Gadda è un riavvicinarsi alla politica”, così Stefano Landini, segretario generale dello Spi Lombardia, ha iniziato il suo intervento a conclusione del convegno dedicato all’eredità di Expo.
“Non è libero chi non può mangiare – ha detto Landini – anche per questo l’impegno dello Spi è forte su tali tematiche. Vorremmo una politica che non sia solo manutenzione tecnica dell’esistente ma che si cimenti anche con i problemi reali del paese. Per questo insieme alla Cgil abbiamo ripreso la discussione sul Piano del lavoro, per questo è forte l’impegno sulla Carta dei diritti universali del lavoro dove, per la prima volta, ci cimentiamo nella tutela dei nuovi lavori delle generazioni più giovani, di quelli che sono impegnati nei coworking. E non sarà facile perché cambia il linguaggio, cambiano i parametri; non siamo più di fronte agli operai che stavano alla catena di montaggio. Questi giovani, che lavorano a partita Iva, amano il loro lavoro. Noi saremo in piazza il 19 maggio a Roma per difendere la rivalutazione delle pensioni pensando anche a loro, alle pensioni del futuro perché vecchiaia non diventi sinonimo di povertà. Dobbiamo dialogare con la politica, con chi si candida a governare le nostre città: oggi quanto ci ha detto Gadda ci ha fatto capire che non è detto che debba essere il mercato che governa lo Stato, può accadere anche il contrario. Noi cerchiamo di fare la nostra parte attarverso la negoziazione sociale, oltre mille accordi in Lombardia testimoniano che siamo gli alleati dei sindaci nel lavorare per garantire alla popolazione migliori servizi, testimoniano il nostro quotidiano mettere ‘le mani nel piatto’, l’impegno di tutti coloro che lavorano nelle 220 leghe sparse in oltre 1500 comuni lombardi. Gli impegni assunti attraverso la Carta di Milano sono importanti, così come importante è l’impegno che lo Spi si è assunto nella lotta contro lo spreco. E noi ci saremo sempre, anche nei prossimi giorni a fianco della Flai nella Tende rossa perché questo è il nostro modo di dare senso al nostro essere sindacati.

19 Novembre 2014, seminario sui comportamenti sostenibili e stili di vita più equi, si può fare?

 

Si è tenuto ieri, presso l’istituto professionale per l’ospitalità alberghiera A.Vespucci Milano, il seminario promosso dallo Spi Lombardia sugli stili di vita. I lavori sono stati introdotti da Merida Madeo della segreteria regionale Spi, ed hanno visto gli interventi di esperti del settore e di rappresentanti dei comprensori di Milano, Como e  Varese, che hanno illustrato l’esperienze condotte da queste strutture in tale campo nel corso degli ultimi mesi. Stefano Landini,segretario generale Spi Lombardia, nel suo intervento ha ricordato le motizioni che ci hanno condotto a scegliere una sede scolastica per avviare la riflessione a livello regionale su queste tematiche. ” Siamo qui per affermare la vicinanza del sindacato dei pensionati della Cgil alle nuove generazioni,in questo luogo dove questi ragazzi si preparano ad affrontare il mondo del lavoro. In noi questo aspetto di vicinanza fra le generazioni è sempre presente, il nostro impegno in questi anni della lunga crisi è sempre stato rtivolto a garantire un futuro alle nuove generazioni del nostro paese. Il lavoro come primo obiettivo per garantire una speranza e un futuro migliore a tutti gli italiani”così ha affermato il segretario generale dello Spi lombardo.. Landini ha poi ricordato le altre esperienze di solidarietà dello Spi verso le nuove generazioni: dal finanziamento all’asilo nido nel comune di San Giovanni del Dosso, paese del mantovano colpito dal terremoto, alla costruzione di una scuola a Capo Verde, progetto finanziato dallo Spi di Milano. Dopo il pranzo preparato dagli alunni della scuola, i lavori sono stati conclusi da Beniamino Lami della segreteria nazionale dello Spi.

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