La storia dei giochi

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Li chiamavano ‘Giochi d’Argento’: era il 1995 e per la prima volta si cercava di tradurre in realtà il grande bisogno di socialità manifestato dagli anziani. Cosa si voleva fare? Da un lato rendere possibile l’espressione di talenti e passioni che non si erano potuti coltivare negli anni dell’attività lavorativa; dall’altro dare una risposta al bisogno di stare insieme, di conoscere delle persone con cui si avesse qualcosa da condividere. Il modello erano stati i tornei di bocce organizzati a livello nazionale da Liberetà; l’idea fu quella di organizzare gare di livello comprensoriale a cui sarebbe seguita la fase regionale con Pittura, Poesia, Bocce, Fotografia, Ballo, Briscola quali discipline. Nel 1999 i Giochi d’Argento diventano ‘Giochi di Liberetà’: i primi due anni i Giochi si svolgono a Salice Terme (1995-1996), seguiti da Boario Terme (1997-1999) e dalla splendida cornice di Bormio (2001-2005), dal 2006 al 2008 vengono ospitati a Ponte di Legno. Cambio di nome, cambio dei luoghi, innovazione nelle discipline. Accanto alle Poesie arrivano i Racconti. Tra le gare compaiono prima il Tennis, poi la Pesca. Con la creazione dell’Area benessere anche i Giochi di Liberetà hanno un nuovo slancio: se ne rende capillare la diffusione sul territorio: si raggiungono tutti i comuni e le finali regionali, pur conservando la centralità delle gare, delle mostre, dei tornei, diventano una festa collettiva e un’occasione ulteriore di aggregazione! Nel 2009 si torna a Bormio e questo ritorno segna anche una piccola grande svolta nella storia dei Giochi, infatti questa è l’edizione che ha ospitato la prima gara di bocce 1+1=3, questo torneo è simbolo dell’impegno che l’area del benessere dello SPI porta avanti in un vero e proprio progetto di coesione sociale che, sfruttando le opportunità offerte dalle varie attività, crea relazioni con realtà diverse dall’abituale platea di questa manifestazione, coinvolgendo associazioni di ragazzi diversamente abili, Rsa e altre tipologie di associazioni. L’edizione del 2009 inoltre è stata fortemente connotata da un punto di vista dell’impegno politico dell’organizzazione, si è deciso di introdurre un momento dedicato a questo aspetto, durante questa edizione, infatti, è stato allestito il villaggio SPI, un simbolo che valorizzava le attività, tutte, e la presenza sindacale, portate avanti dallo SPI capillarmente nel territorio regionale. Tra il 2012-2013 si va all’Aprica. La manifestazione ha la necessità di esplorare altre località pur rimanendo legata alla propria identità territoriale, avendo ormai trovato una formula consolidata nel tempo. Purtroppo poco dopo l’edizione del 2013 viene a mancare uno dei pilastri dei Giochi, ideatore della manifestazione insieme a Sergio Veneziani, l’allora responsabile dell’Area del Benessere: Carlo Poggi. Dopo questa perdita lo SPI non si arrende e prosegue in questo percorso che ormai ha un’identità propria. Difatti l’anno seguente, il 2014, l’organizzazione decide di rompere uno schema e di varcare i confini della Lombardia, passando dalla montagna al mare; è infatti la volta della prima edizione fuori regione. Il luogo scelto fu CATTOLICA. Con questa edizione viene dato sempre più spazio all’attività dei Giochi, valorizzando maggiormente le proposte che vengono raccolte all’interno dei comprensori; da quattro i giorni diventano cinque, vengono inserite nuove proposte: il calcetto, gli spettacoli teatrali, la scala 40, i corsi di scrittura e acquerello, viene dato più spazio a diverse attività: il burraco, il torneo 1+1=3. Per tre anni consecutivi Cattolica ha ospitato i Giochi di Liberetà e il suo territorio di volta in volta ha accolto questa manifestazione con un impegno maggiore. Ma dopo tre anni c’era la necessità di sperimentare delle proposte diverse, così nel 2017 l’edizione dei Giochi si è svolta a GRADO, cambiando regione e formula. Nel 2017 infatti i Giochi e i suoi partecipanti sono stati interamente ospitati in un unico villaggio, creando una vera e propria comunità. Nel 2018 però, forse complice la nostalgia della Romagna o la volontà di tornare a lavorare con chi aveva tanto investito su questa manifestazione, pur non facendo parte dell’organizzazione, i giochi tonano a Cattolica con la loro forma base consolidata, pur variando nelle nuove proposte. Questa è la 24esima edizione. Nel 2019, per la 25esima edizione, i Giochi dovevano celebrare degnamente questo traguardo, per l’occasione i festeggiamenti sono durati da giugno ad ottobre. La fase regionale è iniziata a Cremona il 15 giugno, con una giornata di festa dedicata interamente al torneo di bocce 1+1=3 durante la quale erano presenti, tra i ragazzi e le ragazze delle associazioni e i loro accompagnatori circa 200 partecipanti. Sono intervenuti inoltre: il sindaco di Cremona, il segretario generale della Camera del Lavoro di Cremona, oltre ai segretari dello Spi di Cremona e del nostro segretario generale Valerio Zanolla. L’altra tappa fondamentale è stata organizzata a Gallarate, con l’aiuto dell’Auser e dei compagni della Camera del Lavoro di Varese. Presso i locali dell’associazione e all’interno dell’adiacente e splendido Teatro del Popolo ha preso vita una giornata interamente dedicata alle mostre di pittura e fotografia e alla presentazione delle poesie e dei racconti vincitori della 25esima edizione e delle relative premiazioni. Ma il culmine dei festeggiamenti che tutti aspettavano è arrivato il 17 ottobre, con la partenza per una bellissima crociera nel mediterraneo, a bordo della Nave Costa Magica di Costa Crociere; sulla quale sono state organizzate le finali e le premiazioni di Briscola, Ballo, Scala Quaranta, Burraco, storiche specialità dei giochi, e anche un giro di tombola per tutti/e gli appassionati. La crociera ha varcato non solo i confini della regione ma i confini nazionali, toccando Barcellona e Marsiglia. I protagonisti, le donne e gli uomini che hanno partecipato sono cambiati negli anni, i dirigenti e le dirigenti dell’organizzazione si sono susseguiti ma chiunque abbia visto e vissuto i Giochi di Liberetà non ha potuto non vedere e non riconoscere il loro valore. In tanti hanno deciso di dare il loro contributo, arricchendo e supportando ulteriormente questa manifestazione ma possiamo affermare con certezza che i Giochi sono fatti dalle persone che ne prendono parte, dai partecipanti agli organizzatori. ‘È questa la loro forza: la volontà, l’impegno e l’entusiasmo, ingredienti importanti che siamo sicuri porteranno questo evento a vedere molte altre edizioni.

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