Formazione

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L’attività di formazione realizzata da Spi negli ultimi anni è intesa come strumento strategico a disposizione dell’organizzazione nel suo insieme per accompagnare il processo di consolidamento delle principali attività svolte. L’obiettivo è di confermare le più significative innovazioni sviluppate nel territorio lombardo sul versante del decentramento delle competenze e delle funzioni: incremento della negoziazione sociale, rafforzamento della presenza sul territorio, politiche previdenziali e dei servizi, organizzazione del tempo libero e partecipazione culturale, politiche del tesseramento e della comunicazione.

Linee guida della formazione

 

La formazione e il rapporto con “la realtà

 

 Il contesto culturale, sociale ed economico globalizzato richiede strumenti interpretativisofisticati per essere interpretato dal cittadino, dalle istituzioni pubbliche e dalla società in tutte le sue articolazioni. Oggi la complessità è data dalla dimensioni dei problemi e dall’evoluzione delle conoscenze. Basta domandarsi come si fa a risolvere il problema della qualità dell’aria, delle riserve idriche, delle innovazioni tecnologiche, dei modelli di governo democratico, del diritto al lavoro ecc. e ci si trova subito in forte difficoltà nel dare una risposta perché i problemi sono enormi e complessi. La globalizzazione produce cambiamenti profondi che richiedono consapevolezza delle modificazioni sociali, economiche e culturali che provoca per evitare che altri interessi, non governati democraticamente, prendano il sopravvento. Occorre anche avere la consapevolezza che il problema investe il “pianeta terra” e quindi “tutti noi cittadini del mondo” ci dobbiamo assumere nuove e più complesse responsabilità per una cittadinanza attiva. Una breve storia raccontata, a Trento il 31 maggio 2012 durante un’intervista, dall’industriale De Benedetti:” … fu un incontro fortuito quello in California con Steve Jobs e Steve Wozniak. Mi chiesero la bellezza di 1 milione di dollari per il 20% di una società (la Apple) raccolta ancora dentro un garage della Silicon Valley: oggi avrei in mano circa 100 miliardi di dollari… Credo proprio di non aver avuto un buon intuito imprenditoriale” ha commentato. I cambiamenti sono il prodotto dell’ingegno umano, che si possono osservare anche in chi ha la sua attività in un garage, in un’associazione, in un gruppo culturale ma ha la capacità di comprendere ciò che accade.

La globalizzazione e il territorio

La scelta della CGIL con la Conferenza di Organizzazione tenuta nel maggio del 2008 ha analizzato il modello organizzativo adottato e i processi decisionali per affrontare e compiere il suo agire sindacale. Il  brano virgolettato è ripreso dal documento deliberato nell’ambito della Conferenza di organizzazione e indica come la CGIL pensa di organizzarsi per agire in un mondo globalizzato. “…. Il territorio come macchina motrice della rappresentanza, che trascina il bisogno di contrattazione categoriale, confederale e sociale. Tenuto conto che le dinamiche economiche sociali e ambientali locali, vanno riferite allo scenario della globalizzazione, nel territorio c’è il motore dello sviluppo, lì si registrano i grandi cambiamenti avvenuti sia nei settori produttivi strettamente industriali, sia nel terziario, sia nella Pubblica Amministrazione, che nei comparti della conoscenza anche in seguito ai processi attuativi dell’art. 117 della Costituzione. Nel territorio vengono declinate e verificate le tante politiche sociali, la difesa e la tutela dei diritti collettivi e individuali. In questo quadro è necessario rilanciare quanto previsto dalla Tesi 7 del documento congressuale, per realizzare processi di integrazione e personalizzazione dei percorsi di autonomia delle persone. La Cgil persegue e riafferma con forza, tutte quelle politiche volte all’integrazione delle persone con disabilità, spesso causata anche da incidenti sul lavoro, contrastando azioni di discriminazione dirette e indirette che possono pregiudicare la dignità delle categorie più deboli,quali sono i disabili,  partire dal luogo di lavoro. Il territorio è il luogo centrale di esercizio della rappresentanza, e rappresenta l’essenza stessa della confederalità. È il luogo delle nostre radici storiche, dove si misurano l’integrazione e gli effetti della multiculturalità, dove si verifica la nostra tenuta e i risultati delle scelte politiche dell’organizzazione. La Confederazione deve quindi ridisegnare il suo modello organizzativo per rilanciare l’iniziativa sul territorio, per evitare il rischio di cederne la titolarità ad altri. Va quindi portato avanti con determinazione il riposizionamento politico, strategico, organizzativo, della Cgil. È il territorio che ci consegna i luoghi di lavoro, luoghi dai quali dobbiamo ripartire. Dobbiamo quindi rafforzare a questo livello le strutture orizzontali e verticali dentro un progetto di concreta sinergia, nel rispetto delle reciproche autonomie e delle funzioni. Per queste ragioni è utile che ogni Camera del Lavoro individui , nell’ambito del proprio gruppo dirigente, specifiche responsabilità che si occupino delle politiche territoriali e siano referenti per lo sviluppo del negoziato sociale impegnando tutte le categorie. Altresì la Confederazione si attiverà per estendere questa responsabilità su tutto il territorio di sua competenza. ….. ”.

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