Eventi.Documenti / relazioni

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La presentazione di Carolina Perfetti al convegno: “Donne e uomini nella società dell’immagine”.

In allegato pubblichiamo la presentazione di Carolina Perfetti, della segreteria regionale Spi Lombardia, al convegno che si è tenuto il 23 maggio 2017 promosso dal coordinamento donne dello Spi Lombardia.

CONVEGNO PROMOSSO DAL COORDINAMENTO DONNE SPI LOMBARDIA:”DONNE E UOMINI NELLA SOCIETÀ DELL’IMMAGINE

Si terrà il prossimo 23 Maggio, presso la Sala Alessi Palazzo Marino-piazza della Scala 2 Milano inizio ore 9.30, il convegno, promosso dal coordinamento donne dello Spi Cgil Lombardia in collaborazione con la Presidenza del Consiglio comunale di Milano, dal titolo:” Donne e uomini nella società dell’immagine”. In allegato la locandina dell’iniziativa

Nuovi Argomenti. Stereotipi: Insieme si vince.

In allegato il numero del periodico Nuovi Argomenti dedicato all’attività del coordinamento donne dello Spi Lombardia.

Gottolengo 5 Marzo: la sintesi dell’intervento di Carolina Perfetti, segretario regionale Spi Lombardia

In allegato pubblichiamo la sintesi dell’intervento di Carolina Perfetti, segretario regionale Spi Lombardia-responsabile coordinamento donne regionale, all’iniziativa promossa dal coordinamento donne Spi Brescia dal titolo:“In risaia, la fatica e il canto” Letture e canzoni popolari.

Regolamento coordinamento donne Spi

In allegato pubblichiamo il regolamento del coordinamento donne approvato nell’assemblea nazionale, che si è tenuta a Verona nel mese scorso.

Gli interventi delle delegate lombarde all’assemblea nazionale delle donne dello Spi

In allegato pubblichiamo gli interventi delle delegate lombarde all’assemblea nazionale delle donne dello Spi che si è svolta la settimana scorsa a Verona.

9 Novembre 2016 La relazione introduttiva di Carolina Perfetti al convegno sulla comunicazione e la violenza di di genere.

In allegato pubblichiamo la relazione introduttiva di Carolina Perfetti, segretaria regionanale Spi Cgil-responsabile coordinamento donne, al seminario che si è tenuto ieri 9 Novembre  sulla comunicazione e la violenza di genere.

9 Novembre 2016.Il convegno comunicazione e violenza di genere, il racconto della mattinata.

Femminicidio: donne uccise due volte.Potrebbe essere questa una parafrasi che da il senso dell’iniziativa del Coordinamento donne SPI Lombardia che si è tenuta stamane a Bergamo. Donne uccise da un compagno e poi dai media, giornali e tv o social, che, come ha spiegato la responsabile del Coordinamento Carolina Perfetti, hanno “un’impostazione della notizia da cui traspare un’implicita giustificazione del femminicidio”. E di seguito ha sottolineato come gli attori della violenza siano rappresentati come uomini in preda a raptus, crisi di gelosia, depressione quindi non colpevoli di uno stato di patologia a cui sarebbero stati portati spesso da abbandoni, tradimenti, scelte di vita autonoma delle compagne, vere e uniche vittime dell’atto di violenza. Sono state poi Monica Lanfranco e Maria Teresa Manuelli a entrare nello specifico dei modi di fare comunicazione: con l’uso di slide hanno mostrato articoli, titoli, immagini e i modi in cui distorcono la realtà. Lanfranco ha utilizzato un video intitolato Parole d’amore per mostrare come le parole stereotipate usate nella comunicazione di tutti i giorni entrino poi a far parte anche del vocabolario che i giornalisti usano, “parole che trasmigrano nei giornali – ha detto Lanfranco – ma le parole sono anche le pietre più importanti per costruire il cambiamento”. È proprio sul fronte del cambiamento nelle modalità del comunicare come nelle parole del comunicare e’ impegnata l’associazione Gi.U.Li.A, acronimo di giornaliste unite libere autonome, di cui fa parte Maria Teresa Manuelli che ha spiegato come il giornalismo non può essere neutro ma è sempre una mediazione, come attraverso la scelta di un termine piuttosto che di un altro può indirizzare la lettura di un fatto in una direzione piuttosto che in un’altra. Da qui l’impegno di Gì.U.Li.A nella formazione sia per gli studenti che nella formazione continua dei giornalisti. E anche la rete può essere utilizzata per fini buoni o meno buoni. Dei social ha parlato Lorenzo Rossi Doria, ufficio stampa nazionale SPI, partendo dalla vicenda di Tiziana Cantone, la ragazza suicidatasi dopo che un video hard che le aveva fatto il suo fidanzato e’ finito sulla rete, rendendole la vita impossibile, prima costringendola a emigrare dal piccolo paese in cui viveva vicino a Napoli, fino a quando una sentenza del tribunale ha sancito l’impossibilità di rimuovere quel video diventato di “interesse per la collettività”. Da qui il bisogno di conoscere la rete, i suoi lati oscuri, le sue trappole, la non esistenza di un privato se si è sulla rete. Ma Rossi Doria ha offerto anche il lato positivo: i social che permettono un contatto con centinaia di migliaia di persone, che permettono di fare una buona informazione e qui ha citato e mostrato l’uso che lo SPI nazionale fa di fb piuttosto che del sito dell’organizzazione. Un uso non sconosciuto allo SPI lombardo dove già una grossa fette di dirigenti, militanti, volontari utilizza i social per diffondere le buone pratiche dello SPI. Lo ha sottolineato Stefano Landini che ha voluto porre anche l’accento sul ruolo che gli anziani possono avere nel rapporto con i nipoti nel veicolare una lettura più sana dei media, così come possono trasmettere valori più sani, proprio gli anziani che dello SPI fanno parte e che hanno fatto la storia di questo paese quando, magari da giovani iscritti alla Cgil, si sono battuti per migliori condizioni di lavoro, più giustizia sociale. Sul prossimo numero di SPI Insieme troverete un servizio più approfondito sull’iniziativa.

20 Settembre 2016.La relazione di Carolina Perfetti all’assemblea delle donne Spi Lombardia

In allegato pubblichiamo la relazione di Carolina Perfetti, segretaria regionale Spi e responsabile coordinamento donne Spi Lombardia, all’assemblea delle donne della nostra organizzazione, che si è tenuta lo scorso 20 settembre a Bergamo.

Bergamo 20 Settembre 2016: Assemblea donne Spi Lombardia la cronaca a cura di Erica Ardenti.

È stata acquisita la parità dalle donne per quel che riguarda il mondo del lavoro, i diritti, la conciliazione dei tempi? E quanto la Carta dei diritti universali tiene conto del lavoro delle donne con le giuste e opportune tutele? Da queste domande, poste dalla responsabile del Coordinamento donne SPI Lombardia, è partita la riflessione delle donne dello SPI regionale stamane a Bergamo in occasione dell’Assemblea tenuta in preparazione di quella nazionale del prossimo novembre. A discutere sono state invitate Tiziana Vettor, presidente del Comitato unico di garanzia dell’università Milano Bicocca, Graziella Carneri, segreteria Cgil lombardia, Stefano Landini, segretario generale SPI Lombardia, e Lucia Rossi, segreteria nazionale SPI, che ha anche offerto alcune anticipazioni sui temi di cui si discuterà all’assise nazionale.Carolina Perfetti, dopo aver introdotto i lavori ricordando anche il prezioso lavoro svolto nei vari territori lombardi in questi anni, ha subito dato la parola a Tiziana Vettor. “Un documento monumentale, che conta quasi cento articoli”, ha detto subito la studiosa parlando della Carta dei diritti – sottolineando come con questa Carta la Cgil non si sia limitata a parlare di diritti solo in campo sindacale ma abbia anche guardato ai diritti previdenziali, assistenziali. Per questo l’analisi è stata focalizzata su due aspetti: le premesse, le ragioni della Carta da un lato, le norme del titolo primo dall’altro. Per Vettor manca nella Carta un preciso tifi mento alla sempre maggiore presenza della donne all’interno del mercato del lavoro, una presenza che si può far risalire agli anni ’70 e che poi ha caratterizzato tutti i cambiamenti che si sono avuti tanto che “le donne esprimono la forma stessa del post fordismo”. Nonostante ciò nel mondo del lavoro permangono differenziazioni retributive, ostacoli all’avanzamento professionale, diversi carichi di lavoro familiare oltre al fatto che le donne sono più esposte al mobbing, alle molestie e non solo sessuali. Gli articoli che più espressamente riguardano tutele e diritti da coniugare anche al femminile sono il 9, 10, 11 e il 7 relativo alle condizioni ambientali. Rispetto ai primi tre Vettor ha sottolineato come recepiscano le normative europee dove si tende a neutralizzare le differenze rispetto l’accesso, lo svolgimento e la cessazione del lavoro e anche rispetto la gravidanza e il lavoro di cura. In questi Vettor ha sottolineato come sarebbe stata più opportuna una maggiore sottolineatura del lavoro di cura maschile, ma anche un maggior sforzo di nominazione rispetto alla presenza delle donne nel mondo del lavoro. “Bene l’universalità dei diritti, ma devono trovare più spazio le differenze e particolarità”, ha detto concludendo il suo intervento. Carneri ha subito posto l’accento sul carattere di riforma e quindi di grande importanza strategica della Carta. Sottolineando come le vere difficoltà arrivino ora che la Carta deve diventare da proposta legge, deve essere diffusa e trovare appoggio sia tra le forze politiche che fra i cittadini, cosa fortemente sottolineata poi anche da Stefano Landini. Per Carneri e’ importante che cambi anche la Cgil in quella che è la politica dei quadri in quanto è sempre molto faticoso trovare donne disponibili ad assumere ruoli dirigenziali. Questo soprattutto in un momento in cui l’adesione alla Cgil non avviene più sulla base “della passione” che aveva animato invece altri anni. Carneri ha sottolineato come la Carta rappresenti una battaglia importante per la progressione dei diritti soprattutto quelli delle donne in un periodo di crisi in cui le donne per prime hanno ancora pagato con la perdita del lavoro, con part time imposti più che scelti.Lavoro, Costituzione, Carta dei diritti sono per Stefano Landini uniti in un legame indissolubile. Il segretario generale dello SPI lombardo ha voluto ripercorrere il cammino compiuto dalle donne negli ultimi settant’anni dalla conquista del voto all’importante apporto dato in sede di Costituente perché l’Italia cominciasse ad essere una società un po’ meno patriarcale di quel che era stata fino ad allora. Ricordare la storia è importante, “lo ha dimostrato – ha detto – un corso di formazione per dirigenti sindacali al di sotto dei 35 anni in cui vedemmo che la conoscenza della storia della Repubblica era bassa”. Landini ha poi ricordato che lo Statuto dei lavoratori fu conquistato anche grazie a una forte unità sindacale, “per questo sarebbe importante trovare un’alleanza con Cisl e Uil anche sulla Carta dei diritti, specie ora che dobbiamo farla vivere fra i cittadini e nella politica. Un rapporto con la politica è importante, la proposta di legge deve essere sostenuta e approvata”. Soffermandosi sulla formazione il segretario generale SPI ha ribadito la sua importanza nel formare i futuri quadri dirigenti, da questo la decisione di investire anche economicamente in un progetto di formazione per futuri dirigenti, future segretarie di lega da cui nasceranno poi le prossime segretarie provinciali. Un percorso che lo SPI ha già avviato nei mesi scorsi. Ma l’obiettivo di una maggiore presenza delle donne nei gruppi dirigenti, ha preannunciato Landini, lo si avrà già nel prossimo mese di ottobre quando a sostituire due segretari generali verranno chiamate due donne. Nell’intervento conclusivo Lucia Rossi, segreteria nazionale SPI, ha voluto porre l’accento sul merito delle innovazioni portate dalla Carta: “il linguaggio è importante ma non prioritario rispetto alle questioni di merito”. Parimenti ha sottolineato il grande impegno profuso dalle donne dello SPI nel raccogliere le firme dando anche spazio ad un confronto con le persone che incontravano e alle quali spiegavano l’importanza di questa iniziativa della Cgil. Poi ovviamente uno spazio specifico per la prossima assemblea della donne, tra i temi che verranno affrontati spazio ci sarà per la medicina di genere che deve entrare a far parte dei temi della negoziazione sociale, la costruzione di una proposta che guardi alla pensione delle donne tenendo conto del fatto che il lavoro discontinuo, part time, una contrattazione di secondo livello che non ha tenuto conto delle differenti condizioni del lavoro femminile sono tutti elementi che portano a pensioni inferiori rispetto quelle maschili. E ancora il tema delle assistenti familiari che svolgono la maggior parte del lavoro di cura e rappresentano un settore dove c’è molto lavoro nero come molto bisogno di formazione; il tema dei consultori e della non autosufficienza; della violenza sulle donne e del bisogno di un’educazione alla differenza di genere che deve trovare spazio anche nelle scuole; il tema della memoria e del rapporto con le giovani generazioni. Insomma la tre giorni di Verona si preannuncia molto importante per tracciare la via del futuro impegno delle donne pensionate.

Progetto “Diritti inespressi”.

In allegato pubblichiamo le slides del progetto “Diritti inespressi” presentate lunedì 18 luglio 2016 nel corso della giornata di formazione promossa dal Coordinamento Donne e dal Dipartimento Previdenza SPI Lombardia. L’utilizzo del materiale è riservato alle strutture dello Spi Lombardia. VAI ALLA PAGINA CONTENENTE GLI ALLEGATI.

7 APRILE 2016: Caveman allo Spi – donne e uomini vincono insieme

Con questo appuntamento il Coordinamento donne lombardo ha voluto rimarcare i ruolo sociale del sindacato e il suo essere un luogo di ricerca per sperimentare nuovi possibili modelli di convivenza tra uomini e donne sia politica che sociale, sia nelle organizzazioni che nella società. Interessanti gli interventi di Giovanna Guslini, che ha allargato il tema stereotipi a quanto accade in culture altre e in specifico in Egitto, e quello di Sveva Magaraggia, giovane docente dell’Università Roma degli studi Roma Tre. Magaraggia ha portato l’attenzione sul ruolo delle donne in tv, su come vengono rappresentati uomini e donne nelle pubblicità dagli anni ’70 in poi e su cosa possiamo fare noi per superare questi stereotipi che, seppur cambiando in alcune modalità, sopravvivono.Gli interventi della mattinata sono stati conclusi da Stefano Landini, segretario generale Spi Lombardia, che ha ribadito l’impegno dello Spi per realizzare la norma statutaria che prevede una rappresentanza di genere non inferiore al 40% nei gruppi dirigenti ai vari livelli. Impegno testimoniato anche dai progetti di formazione in essere. Landini ha sottolineato come la presenza delle donne nelle istituzioni, a partire dalla Costituente, abbia portato a cambiamenti importanti nella società e nelle leggi che la governano. Non solo, ha citato anche le ultime leggi – dal 2012 al 2016 – che stabiliscono regole per favorire la rappresentanza femminile nelle varie istituzioni a partire dal Parlamento europeo per arrivare ai consigli regionali. “La pari rappresentanza è – ha detto Landini – un presupposto per quelle politiche che promuovono la parità in termini di partecipazione al mercato del lavoro, all’istruzione, alla salute, al welfare. La presenza delle donne a partire dalle istituzioni porta in aula quelle competenze, esperienze e culture di cui altrimenti resteremmo privi”. E da questo punto di vista un grande insegnamento è stato dato in questo periodo caratterizzato da pesanti atti di terrorismo proprio dalle donne: dalla madre di Giulio Regeni, dalla famiglia di Valeria Solesin. Non solo, Landini ha anche sottolineato l’importante ruolo svolto dalle nonne di Lesbo nel dare il primo soccorso ai profughi, specie ai bambini che dalle coste turche approdano a quelle greche. “Ci aggiungeremo come Spi Lombardia e nazionale a coloro che già hanno firmato la petizione per chiedere che venga assegnato il Nobel per la Pace a Mariuccia Maurapidu, la cui piccola casa ha la porta d’entrata in Grecia e la finestra che guarda alla Turchia”.

10 DICEMBRE 2015 Darfo Boario Terme, la relazione di Carolina Perfetti al seminario sul danno sociale degli stereotipi

In allegato pubblichiamo la relazione presentata da Carolina Perfetti, della segreteria regionale Spi,  il 10 dicembre scorso a Darfo Boario Terme (Hotel San Martino) nell’ambito delle iniziative promosse dal Coordinamento Donne Spi Valcamonica per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, in collaborazione con la commissione cittadina per le pari opportunità.Alla serata hanno partecipato, oltre agli attivisti Spi, anche i giovani dell’Associazione “equAnime”, associazione di promozione sociale contro le discriminazioni di genere e dell’orientamento sessuale,  che è attiva in Valcamonica.

10 novembre 2015 seminario sul danno sociale degli stereotipi. Galleria immagini.

Si è svolto ieri, 10 novembre 2015 presso il salone degli affreschi della società Umanitaria in Milano, il seminario promosso dal coordinamento donne dello Spi Cgil Lombardia dal titolo: Il danno sociale degli stereotipi.Ai lavori hanno partecipato delegazioni dei coordinamenti  provenienti da tutti i territori della regione. Dopo l’introduzione di Carolina Perfetti, segretaria regionale Spi e coordinatrice del coordinamento, sono interventi docenti dell’Università di Pavia, che si sono soffermate sugli aspetti del tema trattato. Le conclusioni sono state tenute da Stefano Landini segretario generale Spi Lombardia.

17 Novembre. 2014 Assemblea Coordinamento Donne Spi Lombardia

Nuovo appuntamento del Coordinamento Donne Spi a breve distanza dall’assemblea del 30 ottobre a Saronno, occasione per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e soprattutto chi ha collaborato e contribuito alla buona riuscita della pièce teatrale  sul tema della violenza contro le donne.
L’iniziativa è stata apprezzata anche dal pubblico presente alla replica serale.
Si è così avviato un nuovo percorso del Coordinamento Donne Spi Lombardia, con iniziative aperte alla partecipazione più ampia possibile, con l’obiettivo di contribuire a creare attenzione sui problemi sociali e cercare soluzioni.
Un Coordinamento Donne Spi propositivo all’interno del sindacato, ma  che si caratterizza anche come forza aggregante per nuove adesioni, attraverso iniziative concrete e coinvolgenti sui problemi sociali di interesse generale.
Un Coordinamento Donne capace di promuovere l’immagine dello  Spi come sindacato del territorio, valorizzando il ruolo di rappresentanza e le potenzialità  per creare  coesione sociale.
Questo l’obiettivo  generale, che potrà essere conseguito solo con la collaborazione di tutti, così come sottolineato in tutti gli incontri territoriali di questi primi mesi di attività.
Lo scopo dell’assemblea regionale è proprio questo: condividere un  programma di lavoro per i prossimi mesi, sulla base dell’analisi svolta  dai diversi gruppi.
E’ stata inviata a tutte le responsabili territoriali la tabella riassuntiva dei temi di dibattito dei Coordinamenti Donne dei 14 territori, per consentire a tutti  delle riflessioni sui dati generali.
Il dibattito si è configurato come un positivo scambio di proposte da parte delle rappresentanti dei Coordinamenti Donne dei diversi territori della regione, con esplicita volontà di collaborazione: ingredienti essenziali per un buon programma di lavoro del Coordinamento Donne Spi Lombardia.L’intervento di Rosalba Minniti, del dipartimento politiche socio sanitarie Spi nazionale, ha focalizzato l’attenzione sulle proposte di legge in tema di welfare attualmente in discussione presso le competenti commissioni della Camera dei Deputati: dalla legge di riforma del terzo settore, all’istituzione del voucher universale..
L’importanza di  poter acquisire informazioni aggiornate sull’iter di queste leggi è stata unanimemente condivisa, nella consapevolezza che le criticità di queste proposte di modifica del nostro sistema di welfare pubblico avranno ricadute negative sul sistema del lavoro di cura, di cui le donne, da sempre, subiscono il  maggior carico.
Ha accolto l’invito a partecipare all’assemblea anche Lella Brambilla, Presidente Auser Lombardia, che proprio il 21 novembre prossimo presiederà il convegno “Dalla cura come destino alla cura come risorsa” che si terrà a Milano in collaborazione con l’Osservatorio Pari Opportunità Auser Nazionale.
Evidente la convergenza di obiettivi in tema di welfare e la volontà di collaborazione tra Spi e Auser, pur nella specificità di ambito. Stefano Landini, Segretario Generale Spi Lombardia, nell’intervento conclusivo ha sottolineato i positivi risultati del metodo di lavoro del Coordinamento Donne: un lavoro di rete che, attraverso la collaborazione, avvia progetti in grado di attivare la partecipazione non solo dei militanti Spi.
L’esperienza dell’iniziativa realizzata a Saronno lo scorso ottobre è un ottimo esempio di coinvolgimento di uomini Spi e Cgil su temi di grande impatto sociale.
Le  iniziative politiche del Coordinamento Donne impegnano tutta l’organizzazione, la territorialità e la confederalità sono gli unici vincoli per la gestione delle risorse Spi.
Il progetto del “Festival della risorsa anziani”, in programmazione per la primavera prossima, sarà un’occasione per dare visibilità al valore aggiunto che le donne sono in grado di mettere a disposizione della società.

Carolina Perfetti- segreteria regionale SPI

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