9 Novembre 1989-9 Novembre 2014 dichiarazione di Stefano Landini segretario generale Spi Lombardia.

E’ trascorso un quarto di secolo da quella sera in cui quel muro, simbolo delle divisioni nate al termine del secondo conflitto mondiale , cadde sotto la spinta pacifica di centinaia di migliaia di cittadini, che volevano porre termine nel nome della libertà e della democrazia a quella terribile ferita. Quell’avvenimento pose fine a quel secolo breve, iniziato a Sarajevo nel 1914, che nel vecchio continente ha comportato milioni di morti con le  immani tragedie di due conflitti mondiali. La mia generazione, mentre osservava, sugli schermi televisivi, quegli avvenimenti  coltivava  l’idea che finalmente si potesse realizzare il sogno di un’ Europa dei popoli, senza confini dall’oceano atlantico agli Urali,  in un mondo in cui terminata la guerra fredda si aprisse un’epoca di pace in ogni   angolo del pianeta. A distanza di tanti anni  quel desiderio e quell’auspicio è andato deluso, dal medio oriente ai vicini balcani, ai tanti conflitti dimenticati nel continente africano per venire all’attualità della guerra  in terra ucraina, ai nuovi  muri che oggi separano i popoli . Vecchi nazionalismi, odi razziali e religiosi hanno segnato questi anni. Dobbiamo ritornare allo spirito di quei giorni, alle speranze di quelle notti nelle strade di  Berlino, a quella voglia di pace, di democrazia e di giustizia sociale, che animava quelle genti. I pensionati dello Spi da sempre tutelano la memoria, perchè senza di essa non esiste futuro, trasmettendo alle nuove generazioni quei valori e quelle speranze  che hanno animato quella pacifica rivoluzione del 1989.

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