A proposito di: L’attualità dei valori della resistenza di Stefano Landini segretario generale Spi Cgil Lombardia.

Nel corso del 2015 celebreremo il 70° anniversario della liberazione del nostro paese dalla dittatura nazi-fascista. I valori e gli ideali, per cui migliaia di italiani hanno combattuto e sacrificato la propria vita in quei dolorosi anni, sono tutt’ora il riferimento quotidiano per chi come noi crede da sempre nella democrazia, nella convivenza civile e nel rispetto della persona al di la di ogni credo, colore della pelle o provenienza etnica.
In questo tempo, nel quale le crisi economica ha colpito intere fasce della popolazione del vecchio continente, assistiamo con viva preoccupazione al riemergere di movimenti politici, che mettono al centro della loro azione l’intolleranza e il razzismo verso il “diverso”,      individuando in questi essere umani i colpevoli delle nuove povertà o del dilagare di fenomeni di criminalità nelle nostre città.
Gli episodi di conflitto sociale che hanno interessato le periferie di Milano e Roma nelle scorse settimane, i vandalismi compiuti in numerose località alle sedi di partiti, sindacati o associazioni democratiche, rappresentano la conferma delle affermazioni precedenti. In questi mesi i pensionati dello SPI hanno partecipato e sostenuto le iniziative messe in campo per contrastare questi fenomeni, le nostre sedi, nuove e vecchie, rappresentano nel territorio un sicuro punto di riferimento democratico per le comunità locali.
Nel contempo dobbiamo lavorare per eliminare le cause del disagio sociale, che colpisce specialmente quei ceti che tradizionalmente il sindacato ha rappresentato nel corso della sua storia. I nostri anziani non possono essere lasciati soli, nelle periferie urbane, ad affrontare i problemi della presenza della nuova immigrazione, non possiamo rimanere inermi di fronte la gestione di interi caseggiati da parte del racket malavitoso. La presenza dello stato deve essere visibile e costante soprattutto in questi luoghi, non lasciamo che il seme dell’odio e del rancore continui ad alimentarsi prima che sia troppo tardi. Le forze politiche e sociali della sinistra  devono dare risposte a questi temi, il tema dell’accoglienza deve essere coniugato con quello della legalità in ogni angolo del paese.
Rispettare i valori e i principi della resistenza, da cui è nata la nostra Costituzione, implica una riflessione sull’attuale distacco fra i cittadini e la classe politica. I fenomeni di astensionismo dalle urne, registrati in questi anni, rappresentano la cartina torna sole di questo fenomeno. Certamente i continui e ripetuti episodi di malaffare, di corruzione  e di infiltrazione della malavita nelle istituzioni implementano questa lontananza, quante volte abbiamo sentito affermare nelle nostre assemblee: “ sono tutti uguali, non mi sento rappresentato da nessuna forza politica”. Sono trascorsi vent’anni dal periodo di tangentopoli, eppure nulla sembra essersi modificato nella gestione della “cosa pubblica”, spesso e volentieri deve intervenire la magistratura per estirpare il male. La classe politica non ha saputo, in questi lunghi anni,  rigenerarsi estirpando alla radice questo  “bubbone” della nostra società. Serve un ritorno alla sobrietà,al valore del bene comune, all’etica della  politica concepita  come servizio all’interesse collettivo e non individuale, che rappresentavano il faro dell’azione dei padri costituenti della nostra Repubblica.
Nel corso del 2015 lo Spi Cgil Lombardia sarà presente nelle varie iniziative dedicate a questo anniversario, come sempre in prima fila per affermare il valore della democrazia e della giustizia sociale per cui hanno sacrificato la vita migliaia di italiani.

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