A proposito di: un anno di mobilitazione si chiude, le prospettive per il 2015 di Stefano Landini segretario generale Spi Lombardia.

Un anno sta per concludersi, nella mente di ciascuno di noi riaffiorano i ricordi, i volti,  i pensieri e le voci del viaggio percorso in questi mesi.Un viaggio iniziato nel gennaio scorso con l’inizio della nostra stagione congressuale, gli incontri nelle leghe hanno  consentito a ciascuno di noi di confrontarsi con nostra gente, di ascoltare il disagio diffuso per le conseguenze della lunga crisi economica e sociale, che ha colpito in primis la parte più fragile di questa società. I lavoratori e i pensionati sono divenuti più poveri, spesso e volentieri centinaia di famiglie lombarde faticano  nel raggiungere la fine del mese.Questo disagio l’abbiamo percepito nel corso di tutti questi mesi, per noi dello Spi l’incontro e l’ascolto non cessa con la conclusione della fase congressuale, lo ripeto spesso, noi le assemblee le teniamo sempre, in ogni tempo e in ogni luogo della nostra regione, da quelli più piccoli a quelli delle grandi città. E’ una buona prassi consolidata nel corso dei decenni, per noi rappresenta un momento essenziale della attività quotidiana, una modalità che ci consente di tenere vivo il rapporto con il mondo dei pensionati che rappresentiamo. Nel tempo in cui si afferma l’interagire  nella rete e nei social, noi siamo convinti che la presenza nel territorio e il rapporto diretto con l’iscritto e con il pensionato rappresenti il cardine del lavoro quotidiano dal primo dei dirigenti all’ultimo dei nostri attivisti. Nei territori della nostra regione abbiamo proseguito in modo unitario quella contrattazione sociale, che consente, con gli accordi sottoscritti ( 400 nel corso del 2014 ) con le amministrazioni locali, di tutelare da una parte il reddito dei pensionati e dall’altro il mantenimento in essere di quei servizi sociali dedicati a questa parte della popolazione, messi in discussione dai tagli economici agli enti locali. In questo contesto intendo ricordare l’importanza delle intese raggiunte con la regione Lombardia, le quali hanno consentito lo stanziamento di nuove risorse a favore del mondo della fragilità. Certamente  ci aspettavamo risposte positive dal Governo sui temi posti al centro della piattaforma presentata unitariamente dai sindacati dei pensionati. Noi non ci rassegniamo, non saremo sereni sino a quando i pensionati otterranno il bonus fiscale, promesso nei mesi scorsi, degli ottanta euro e l’adeguamento delle pensioni al costo della vita. Non intendo riproporre qui i numeri sul valore delle prestazioni pensionistiche nel nostro paese, ma non è più tollerabile che, anche, nella  nostra regione la metà circa dei pensionati percepisca una prestazione sotto i mille euro. Il 2014 ha visto il rilancio di molte delle nostre attività, svolte in sinergia fra la struttura regionale e quelle comprensoriali, dall’esperienza dei giochi di LiberEtà  ai momenti di approfondimento sulle tematiche inerenti lo stato sociale, alla definizione di nuovi stili di vita per  ciascuno di noi. Proseguiremo queste iniziative nel corso del nuovo anno, in febbraio saremo a Strasburgo per presentare, ai parlamentari europei, la ricerca condotta con l’università Bocconi sui modelli di cura in quattro paesi della comunità. Un importante momento, che si inserisce nel  lavoro di costruzione di una rete di rapporti con le altre realtà rappresentative del mondo degli anziani nel vecchio continente,  consci come siamo dell’importanza sempre maggiore che assumono le istituzioni europee nella vita di ciascuno di noi.L’anno nuovo ci porterà importanti riforme nel rapporto fra pubblica amministrazione e cittadino, penso in primis a quella rappresentata dall’invio telematico del modello 730 ai lavoratori e ai pensionati. E’ nostro intendimento essere di ausilio ai pensionati nell’affrontare questa novità, come negli anni scorsi siamo stati al loro fianco per scaricare il Cud o l’ObisM elettronico. Unitamente al Caaf della Cgil saremo a disposizione in ogni angolo della regione, non lasceremo soli gli anziani e i loro famigliari nell’affrontare questa nuova  fase del rapporto fra cittadino e pubblica amministrazione.Veniamo da importanti giornate di mobilitazione, dalla grande manifestazione del 25 Ottobre alle iniziative unitarie e non delle singole categorie compresa la nostra per finire alla giornata di sciopero generale del 12 dicembre, ora deve aprirsi una fase di confronto positivo fra chi governa il paese e chi rappresenta il lavoro e i pensionati. Il paese non necessità di divisioni se vuole uscire da questi terribili anni, serve un cambiamento di fase nell’interesse generale della nazione.Voglio concludere queste mie riflessioni con un ringraziamento e un augurio di serene feste alle migliaia di nostri  attivisti e alle loro famiglie. Senza il loro impegno quotidiano, la loro tenacia, la voglia di essere sempre al fianco dei loro coetanei non esisterebbe questa grande organizzazione chiamata Spi Cgil . Sono convinto che con il contributo di tutti sapremo,anche nel nuovo anno, essere all’altezza del compito che ci viene assegnato, quello di rappresentare al meglio le aspettative e i bisogni di questa parte della popolazione.


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