Esperienze dai campi antimafia.A cura di Merida Madeo- Segreteria Regionale SPI Lombardia

Anche quest’anno lo SPI della Lombardia  ha sostenuto e partecipato al progetto nazionale , promosso insieme alla CGIL, Libera e Arci , dei campi  di volontariato e formazione sui beni e terreni confiscati alle mafie.
In particolare lo SPI ha collaborato ai lavori del campo di Polistena – nella zona di Gioiatauro,  in Calabria  con la partecipazione di una delegazione formata da una compagna di Sondrio , una studentessa di Cremona, un compagno di Brescia. La loro esperienza ce l’hanno raccontata con grande entusiasmo.
L’esperienza del campo/laboratorio di Lecco è oramai sperimentata e apprezzata  sul territorio Lombardo. Anche qui giovani e pensionati hanno vissuto giornate intense all’insegna della conoscenza, del dibattito, del lavoro comune,  per fare della lotta per la legalità e contro le mafie un aspetto importante della propria esperienza e iniziativa.
Cosi ci scrive Floriana Valenti,  dello SPI di Sondrio:
nell’ultima settimana di luglio ho partecipato insieme ad altri compagni/e dello SPI alla straordinaria esperienza del campo di Polistena,  cittadina della Piana di Gioiatauro, che si è svolto all’interno di un enorme palazzo situato su  terreni  agricoli confiscati al boss  mafioso locale dati in gestione alla cooperativa “ Valle del Marro –Libera Terra”. Su queste terre si svolgono da due anni nel mese di luglio settimane di lavoro con la fattiva collaborazione dello SPI di Gioiatauro.
Vita e lavoro in comune con 25 ragazzi/e . Un incontro insolito fra pensionati e giovani dell’oratorio. E’ nata una  viva solidarietà  nel lavoro manuale e un attento scambio di esperienze e di idee negli intensi momenti di discussione che hanno arricchito tutti/e.
Diversi sono stati i momenti particolarmente significativi: dalla marcia della memoria in ricordo dei morti ammazzati dalla ndrangheta della Piana, all’incontro con i familiari delle vittime.
Per noi del campo un forte impatto con la realtà in cui avevamo scelto di vivere per una settimana, nella comune coscienza del valore assoluto della legalità.
Le mattinate nei campi a lavorare e momenti di formazione si intrecciavano nella nostre giornate.
Gli interventi di  Lucia Rossi e Ivan Pedretti  della Segreteria Nazionale dello SPI hanno sottolineato  le motivazioni del sostegno economico ai campi “Estate Liberi”.
L’incontro con i soci della cooperativa “ Valle del Marro Libera Terra”  ha chiarito  i perché di una scelta etica e imprenditoriale contro le mafie.
Insomma contro le mafie con le energie di tutti coloro che credono nella legalità.
Ho intrecciato gran parte della mia vita, ci racconta  Luigi Andoni  dello SPI di Brescia, con le associazioni di solidarietà sociale. Il mio interesse  nel voler partecipare a un campo antimafia si era sviluppato dopo aver letto  recentemente sul mensile dello SPI” Liberetà”  vari articoli che mettevano in risalto la possibilità di dare il proprio contributo nel  lavorare sui terreni confiscati alla mafia.
Avevo espresso questo desiderio al segretario dello SPI di Brescia e quando la Segreteria dello SPI della Lombardia ha chiesto delle disponibilità per il campo di Polistena ho dato la mia.
Siamo partiti da Milano il 21 luglio.
Uno degli scopi dell’iniziativa è quello di far incontrare giovani e anziani, per stare insieme e condividere l’obiettivo comune della lotta per sconfiggere le mafie.
Il 24 luglio la proiezione nella in piazza antistante il palazzo confiscato ai Versace, la più potente famiglia della ndrangheta locale , del film” la mafia uccide solo d’estate” ha visto una grande presenza di pubblico con una massiccia partecipazione degli abitanti, con il sindaco e i volontari.
Con i soci della Cooperativa  “Valle del Marro – Terra Libera” abbiamo lavorato nei campi, insieme pensionati e ragazzi. Non è facile dimostrare  come un bene sequestrato alla mafia possa essere una risorsa, creando anche posti di lavoro. E’ stato veramente duro, continua Luigi, operare sotto il sole , forse anche per l’età che mi ritrovo, ma quel poco che ho potuto dare, ne sono veramente convinto, è utile al raggiungimento di un progetto piu’ grande di me e di noi tutti.
Al ritorno dal lavoro nei campi mi aspettava quello di cuoco e la preparazione del pranzo.
Nonostante la fatica  ci siamo divertiti e siamo soddisfatti, considerando questo viaggio un’esperienza unica, positiva al massimo e possibilmente da ripetere: tutti noi torneremo a casa più maturi, perché abbiamo potuto condividere valori e principi fondamentali.
Sul territorio lombardo l’esperienza di Lecco è ormai consolidata, ci dice Nunzia Bianchi della Segreteria  territoriale dello SPI.
Il campo di Lecco quest’anno si è svolto dal 25 luglio al 3 agosto e ha visto la partecipazione di 16 volontari di età diverse: 14 anni il più giovane, 57 quello più anziano. Provenivano da Udine, Treviso, Milano, Lecco, Sondrio, Liguria, da Arezzo. L’organizzazione delle attività e della formazione  è stata gestita in collaborazione con Arci,Libera, Cgil, con la partecipazione di Auser ed altri soggetti.
L’obiettivo, continua Nunzia, era quello di fornire  ai partecipanti la conoscenza delle modalità e della consistenza delle infiltrazioni mafiose nel nord  ma anche di quanto si è mosso e si sta muovendo nella società civile per contrastare le attività mafiose e far crescere la cultura della legalità.
La presenza attiva di noi pensionati nel campo ha rappresentato anche un importante momento di scambio fra generazioni, per far conoscere nella quotidianità e nelle relazioni un mondo fatto di valori, idee e storia che le giovani generazioni spesso ignorano e che la scuola non sempre propone.
Un grazie ai volontari dello SPI che hanno dato un notevole contributo e un grazie particolare allo SPI  Regionale,  alla CGIL di Lecco e della Lombardia che con il loro contributo hanno  reso possibile anche quest’anno l’attivazione del campo.

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