Inca informa:Assegni straordinari e Isopensioni

L’Inps con il messaggio n.2251 del 14 giugno 2019, ancora non pubblicato sul sito dell’Istituto, nel confermare le disposizioni già impartite nella circolare n. 10 del 29 gennaio 2019, fornisce ulteriori precisazioni circa la possibilità di accesso alla quota 100 per i titolari di assegno straordinario e di Isopensione modificando l’orientamento interpretativo che aveva adottato con la circolare di gennaio. 

Con il messaggio, l’Inps ricorda che le prestazioni in essere (sia Assegni straordinari sia Isopensioni) alla data del 1° gennaio 2019 continuano ad essere erogate fino alla scadenza prevista in base alle norme tempo per tempo vigenti previste al momento della cessazione del rapporto di lavoro e richiama l’ultimo rapporto della Ragioneria Generale dello Stato per individuare gli incrementi della speranza di vita sia sulla pensione di vecchiaia che sulla pensione anticipata.

Ma la vera novità del messaggio n.2251 è compresa nella seconda parte del messaggio, spiegano gli esperti previdenzialisti di Filt Cgil: L’Inps in via interpretativa chiarisce che i titolari di Isopensione alla data del 1° gennaio 2019 possono, alla maturazione dei relativi requisiti, chiedere la pensione in quota 100. La norma, in effetti, esclude la possibilità di accedere ad Isopensione per maturare i requisiti di quota 100 ma non preclude a coloro che sono già titolari di Isopensione la possibilità di pensionamento anticipato con i requisiti di quota 100.


L’Inps, poi, ammette all’esercizio di quota 100 anche i titolari di assegno straordinario alla data del 1° gennaio 2019, sostenendo in via interpretativa che possono chiedere, alla maturazione dei relativi requisiti, la pensione Quota 100. Su questo specifico aspetto, fanno notare i previdenzialisti di Filt Cgil, il messaggio dell’Inps, oltre a contraddire la previsione di legge, smentisce le sue stesse istruzioni, fornite con la circolare di gennaio, nella quale, era perfettamente chiaro per l’Istituto che i titolari di assegno straordinario alla data del 1° gennaio 2019 non potessero accedere a quota 100. 

L’Inps, tuttavia, rende possibile l’accesso anticipato a quota 100 anche per i titolari di assegno straordinario entro il 1° gennaio 2019 sulla base del principio che chi ha maturato un diritto a pensione non può essere escluso dalla possibilità di esercizio di tale diritto. Secondo gli esperti previdenziali di Filt Cgil “tale assunto non può essere valido in presenza di una norma che esclude esplicitamente l’esercizio di tale facoltà. L’esclusione della facoltà di accedere a quota 100, in effetti, è stata posta dalla norma proprio a garanzia dei lavoratori titolari di assegno”.


Per molti lavoratori e lavoratrici l’assegno straordinario erogato dal Fondo di Sostegno e finanziato dall’azienda, spiegano alla Filt Cgil,  è calcolato su un’anzianità contributiva maggiorata dei periodi mancanti alla maturazione dei requisiti ordinari di pensione. “Chiedere anticipatamente la pensione (tramite l’esercizio di pensione anticipata o pensione quota 100), precisano, significa rischiare di percepire un trattamento definitivo di pensione, addirittura inferiore a quello dell’assegno in godimento. L’anticipazione della pensione rispetto a quella originariamente prevista, peraltro, comporta l’interruzione della contribuzione correlata e quindi un minor afflusso di montante nel patrimonio contributivo dei lavoratori e lavoratrici. Occorre poi considerare il più severo regime di cumulo della pensione quota 100 con i redditi da lavoro rispetto a quello vigente per gli assegni straordinari (l’isopensione è totalmente cumulabile con i redditi da lavoro). 

Conclusioni: per Filt Cgil, questa interpretazione “estensiva” dell’Inps, sebbene appaia come una possibilità aggiuntiva di pensionamento concessa ai titolari di assegno straordinario e Isopensione, non comporterebbe alcun vantaggio per lavoratori e lavoratrici mentre sarebbe di sicuro interesse per le aziende che avevano sottoscritto gli accordi di esodo. Solo una eventuale revisione di quegli accordi, ove possibile, potrebbe rendere interessante per lavoratori e lavoratrici l’opzione di pensionamento anticipato offerta dall’Inps”.

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