L’astensione dalle urne, un fenomeno preoccupante per la coesione sociale del paese. Dichiarazione di Stefano Landini segretario generale Spi Lombardia.

In merito all’esito delle elezioni regionali di domenica scorsa Stefano Landini ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: “I dati dell’affluenza alle urne nelle elezioni regionali, che si sono tenute in Calabria e in Emilia Romagna domenica 23 Novembre, rappresentano un ulteriore segnale della frattura  fra la politica  e i cittadini, che si è manifestata in termini progressivi nel corso delle tornate elettorali di quest’ultimo decennio. Un fenomeno che riguarda tutte le forze politiche, basta osservare le ricerche di queste ore per comprendere la  correttezza di questa affermazione, gli elettori di ogni generazione rinunciano al proprio diritto di voto per segnalare un distacco crescente da chi li rappresenta nelle istituzioni del nostro paese. La crisi della rappresentanza politica e sociale deve costituire una preoccupazione per tutti coloro, che come noi, credono nel valore della democrazia  e della partecipazione attiva alla vita delle nostre comunità. Questo distacco si incrementa ogni giorno a causa  dei drammatici effetti della crisi economica, della perdita del lavoro per migliaia di nostri concittadini, dall’impoverimento generale di chi vive del proprio lavoro o della propria pensione. E’ venuto il tempo per chi governa il paese di dare risposte concrete ai problemi, che le forze sociali e sindacali hanno posto nel corso di questi mesi con la presentazione di piattaforme, tendenti a  trovare risposte concrete al disagio sociale presente nella nostra società. E’ venuto il tempo in cui tutti dobbiamo misurare i toni e le parole, sapere ascoltare le ragioni reciproche, trovare momenti di dialogo alla ricerca di soluzioni condivise, come si è saputo realizzare  in altri difficili momenti della storia della nostra Repubblica. Il governo della società complessa, come quelle del nostro tempo, richiede questa capacità e questa volontà, la delegittimazione reciproca degli attori in campo porta a momenti di conflitto, che non sono utili per ridare una speranza agli italiani. Nel contempo devo esprimere la nostra forte preoccupazione per l’affermarsi di un consenso crescente  a quelle forze politiche, che basano la loro azione  sulla creazione di un rancore permanete nei confronti degli emigrati presenti nel nostro paese. Le periferie delle grandi città, i recenti episodi di Milano e Roma ci insegnano questo, stanno diventando delle polveriere, nelle quali in ogni istante puo’ scoppiare la fiamma dello scontro fra gli ultimi. Noi chiediamo fermamente che in questi luoghi torni ad essere esercita la presenza dello stato, del rispetto da parti di tutti della legalità, i fenomeni del racket malavitoso  nella gestione delle case popolari deve essere sconfitto immediatamente. Se crediamo nei valori della democrazia, della coesione sociale e dell’accoglienza non possiamo lasciare che la destra soffi sul malessere presenti in quei quartieri, dove spesso e volentieri i nostri anziani convivono con l’etnie giunte in questi anni. Il sindacato dei pensionati continuerà la sua opera di ascolto e di confronto  con i pensionati in ogni angolo della regione, non lasceremo soli le donne e gli uomini che rappresentiamo ad affrontare i lunghi giorni della crisi. Questo è il nostro contributo per ridare un senso e una nuova fiducia nella democrazia conquistata a prezzo di grandi sacrifici dai nostri padri durante gli anni della resistenza e poi della ricostruzione post bellica”.

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