Lettera di Stefano Landini al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

Questa mattina a San Giovanni del Dosso, comune colpito dal terremoto del 2012 inauguriamo un asilo nido, frutto della collaborazione tra lo Spi Cgil e l’amministrazione comunale. So che se l’ avessimo avvisata in tempo Le sarebbe piaciuto essere con noi. Può apparire strano, che un sindacato di pensionati si sia impegnato per dare una mano nella ricostruzione, proprio per un asilo. Per lo SPI è continuare ad essere se stessi. Infatti ogni mattina, migliaia di attivisti del nostro sindacato nelle nostre sedi, aiutano le persone ad arrabattarsi nei meandri della vita di tutti i giorni. Noi siamo con Lei, signor Presidente, semplificare come pagare le tasse, per chi come i pensionati le pagano, è una scelta importante, per adesso però, per fare un 730, ci vuole una montagna di carte, la gente è smarrita e si rivolge ai nostri Caaf, che aiutano ad ottenere un corretto rapporto tra cittadino e stato, rispettando la prima cosa fondamentale alla base di un patto di cittadinanza, quello fiscale.
Non Le dico, con le leggi attuali, i tanti interrogativi che un lavoratore si pone per capire quando e con quale valore economico andrà in pensione. I patronati sono un luogo di riferimento per tante persone che certo non potrebbero risolvere tutto andando nelle sedi INPS, quelle rimaste dopo i tagli avvenuti, e non credo che la gran parte dei pensionati li possiamo lasciare a se stessi o di fronte ad un computer, che non risponde alle tante domande che una persona si pone quando è in procinto di andare in pensione. Quindi i Caaf e i patronati non sono un luogo di burocrazie inconcludenti. Semmai sopperiscono a quella burocrazia vessatoria che Lei vuole smantellare.
Oggi a San Giovanni del Dosso, compiremo una bel gesto, un asilo è un investimento sul futuro. Gli abitanti di quel paese, colpiti nei loro affetti più cari, si sono dati da fare per ricostruire e per lo SPI è stato naturale essere con loro. Sono sicuro che oggi qui c’è l’Italia che piace a Lei, ecco perché non mi capacito di questa situazione paradossale, Lei cerca alleati nell’Italia migliore, senza presunzione questa Italia trova nel sindacato una sua rappresentanza. Quando, come giustamente Lei fa, visita qualche azienda, si ritagli qualche minuto, venga in una sede dello SPI, ce ne sono in tantissimi comuni, la ospiteremo volentieri, conoscerà lo SPI e sarà difficile che se ne andrà senza chiederci la tessera. Un sindacato pensionati potrebbe prendersela più comoda, ma noi continuiamo ad essere curiosi della vita, non siamo per niente arrugginiti e quindi non rottamabili. Le ho già fatto perdere troppo tempo, la saluto cordialmente. Noi siamo i primi a tifare per il cambiamento ed abbiamo anche qualche idea sulla direzione da intraprendere. L’incontro già programmato con il sindacato per il 27 di ottobre prossimo non va sprecato. Di nuovo un saluto dallo SPI .

Milano, 18 Ottobre 2014

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