Bergamo. SABATO 1° GIUGNO A ROMA. verso la capitale due bus SPI-CGIL con 110 persone

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“Come preannunciato non ci siamo fermati: sabato 1° giugno saremo di nuovo in piazza per ricordare al Governo quali sono le richieste nostre e dei pensionati che rappresentiamo”: così Augusta Passera, segretaria generale dello SPI-CGIL di Bergamo, annuncia la partecipazione dei pensionati della CGIL provinciale alla manifestazione in programma sabato a Roma.

Oltre ai tanti sindacalisti, da Bergamo circa 110 pensionati della CGIL raggiungeranno la capitale a bordo di due bus messi a disposizione dal sindacato di via Garibaldi. A questi vanno aggiunte le persone che partiranno con mezzi propri e quelle che viaggeranno con le altre due sigle sindacali, visto che la mobilitazione è unitaria, organizzata con FNP-CISL e UILP-UIL.

La manifestazione, organizzata per protestare contro quella che i tre sindacati hanno definito “totale mancanza di attenzione nei loro confronti da parte del Governo”, arriva dopo tre grandi assemblee a Padova, Roma e Napoli ad inizio maggio.

“L’iniziativa di protesta è unitaria, saremo in tanti sabato a invadere piazza San Giovanni, la riempiremo di vitalità e di passione a nome di tutti, anche e soprattutto di quelli che vorrebbero essere con noi ma non potranno” aggiunge Augusta Passera dello SPI-CGIL.

“Il Governo pensa di aver risolto tutti i problemi delle persone anziane e delle persone fragili con il reddito e la pensione di cittadinanza, per garantire i quali, però, toglie il diritto alla rivalutazione delle pensioni a chi del suo lavoro ha vissuto. Per questo motivo saremo in piazza, ma anche per una legge sulla non autosufficienza e per il diritto a curarsi, perché la nostra società sta invecchiando e il servizio sanitario nazionale deve essere adeguatamente finanziato. Il diritto a curarsi deve essere di tutti, bisogna investire nelle cure intermedie e nella domiciliarità che consenta ai cittadini di curarsi il più possibile in casa propria”.

“Manifesteremo anche per la riduzione delle tasse: paghiamo più di tutti i pensionati d’Europa. La pensione non è una rendita. La lotta all’evasione è lo strumento per poter investire sulla riduzione della pressione fiscale su lavoratori e pensionati. Per questo e per tanto altro, non ci faremo fermare nonostante l’aria che tira. Ci vediamo in piazza”.

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