Bergamo:UN MUTUO PER GLI OVER 60, IL CONVEGNO DELLO SPI-CGIL

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L’intervento di Gianni Peracchi segretario generale  SPI-CGIL Bergamo.

I pensionati che oggi ricorrono al credito sono solo il 3,5% contro il 20% medio della popolazione. Spesso, pur essendo proprietari di immobili, hanno difficoltà a sostenere spese improvvise per mancanza di liquidità. Ecco perché si è giunti a nuove norme per un prestito ipotecario vitalizio specifico per pensionati: è quanto prevede la nuova legge “Causi-Misiani” (44/2015) per un mutuo dedicato agli over 60 come alternativa alla vendita della nuda proprietà. Se ne è discusso – prima occasione a livello nazionale dall’entrata in vigore della legge – venerdì scorso, 15 maggio, nell’incontro pubblico organizzato sul tema dallo SPI-CGIL di Bergamo al Mutuo Soccorso di via Zambonate 33, con uno dei promotori della legge, il deputato Antonio Misiani.

La legge “Causi-Misiani” modifica sostanzialmente e in meglio un vecchio decreto del 2005, consentendo concretamente la possibilità di accedere ad un mutuo ipotecario con la garanzia patrimoniale della propria abitazione. Le modifiche prevedono maggiori tutele per gli eventuali mutuatari e per gli eredi e permettono di fatto, anche ai pensionati, così come accade in molti altri paesi, la possibilità di accedere al credito con un sistema di regole e garanzie certe.
L’età minima per accedere a questa libera opportunità è di 60 anni e l’attivazione di un mutuo ipotecario è certamente più conveniente, anche perché si mantiene per sé o per gli eredi il titolo di possesso dell’abitazione, rispetto alla vendita della nuda proprietà. La legge, nata in sede parlamentare, è il frutto di un accordo tra 11 associazioni dei consumatori, tra cui Federconsumatori, con Abi, grazie ad un’intesa siglata il 27 giugno dello scorso anno. È in attesa di essere emanato un regolamento che disciplinerà più puntualmente le modalità dell’eventuale ricorso al credito.

“Già lo scorso anno con l’onorevole Misiani e con Federconsumatori avevamo convenuto, appena fosse stato licenziato il testo sui mutui ipotecari, di porre una lente d’ingrandimento su questo interessante ed importante provvedimento” ha spiegato nel suo intervento Gianni Peracchi, segretario generale SPI-CGIL Bergamo. “In primo luogo per capire quali opportunità potesse offrire il ridisegno di uno strumento che, pur presente nel nostro ordinamento, risultava sostanzialmente inutilizzato, nella sua formula originale, rispetto alle realtà di altri paesi sviluppati. In secondo luogo per analizzarne le possibili ricadute nel contesto di crisi che stiamo ancora oggi attraversando. Crisi che ha determinato un significativo incremento delle difficoltà (per utilizzare un eufemismo) a reperire disponibilità liquide per fronteggiare situazioni di particolare disagio economico, per costruire una prospettiva di futuro alle nuove generazioni. Ciò anche a causa della drastica riduzione dei mutui bancari a fronte di una situazione in cui le garanzie occupazionali, come è ben noto, hanno subito un drastico ridimensionamento. Poter utilizzare un’altra garanzia, patrimoniale nella fattispecie, come la proprietà di un immobile, per accendere un mutuo pensiamo possa essere un’opportunità in più ed utile a disposizione dei cittadini”.

Il segretario dello SPI-CGIL ha fornito poi, sulla base di una recente ricerca, un quadro della situazione di reddito e patrimoniale dei pensionati a Bergamo e nella sua provincia, ricordando che gli importi medi relativi alle pensioni di vecchiaia degli anziani orobici, pari a 538,6 euro, sono inferiori alla media nazionale (pari a 662,8 euro). Anche le pensioni di anzianità dei bergamaschi sono leggermente al di sotto della media nazionale, attestandosi a 1.506 euro mensili contro i 1.543 euro al mese percepiti in media dai pensionati italiani. I pensionati orobici, con 17.115 euro annui, si trovano al quartultimo posto della classifica nazionale e al di sotto della media regionale (pari a 18.297 €). Sul campione dei 23 comuni bergamaschi con popolazione superiore a 9000 abitanti emerge come, in ogni contesto considerato, i redditi da pensione costituiscano la seconda voce in ordine di importanza, dopo i redditi da lavoro dipendente. In tema di condizione abitativa generale gli anziani, anche in Lombardia, possono contare in larga misura su almeno un immobile di proprietà (Fondazione Cariplo, 2014). La categoria degli anziani pensionati nella provincia di Bergamo, ma anche in generale nel Nord Italia, dai dati aggregati non sembrerebbe la categoria più colpita dalla crisi economica. Tuttavia gli individui della terza età corrono un alto rischio sociale, rappresentato più che dalla perdita di reddito e potere d’acquisto, dal degradamento delle condizioni di vita ordinaria.

“Si è già accennato in precedenza al rischio per i pensionati con i redditi più bassi di dover cambiare le proprie abitudini alimentari e occorre citare l’evenienza in cui molti anziani spesso si trovano a dover vendere la propria abitazione in condizioni di nuda proprietà (Fondazione Cariplo, 2014)” ha aggiunto Peracchi. “Questa difficile condizione può acuirsi nel caso in cui l’anziano debba ricevere cure ed assistenza. Ecco, dunque, la necessità di uno strumento come quello che presentiamo nel convegno”.

Ospiti dell’incontro di venerdì sono stati anche Angelo Peppetti dell’ufficio crediti Abi, Francesco Avallone, vicepresidente nazionale di Federconsumatori, e Graziella Carneri della segreteria CGIL della Lombardia.

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