Monza-Brianza: l’iniziativa contro la violenza sulle donne

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Su iniziativa delle donne di Spi, Fnp e Uilp, di Monza e Brianza, il 25 di novembre u.s. è stata celebrata, con un convegno la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Presso la sala della Circoscrizione 3 San Rocco è stata allestita una scenografia suggestiva: sulle scale e nel corridoio adiacente la sala conferenze sono state allestite file di scarpe rosse simbolo del femminicidio. La giornata è iniziata con un momento di grande commozione con l’appello dei nomi ed età di 114 donne assassinate. Sullo sfondo della sala un grande striscione con il nome di tutte le vittime e cartelloni che riprendevano gli articoli apparsi sui giornali con le confessioni degli omicidi.Nel corso della manifestazione è stato evidenziato come episodi di maltrattamento e di violenza, sia pure non culminanti con l’omicidio, siano ancora molto diffusi nella nostra società e come attraversino i diversi strati sociali. Il folto pubblico di donne e uomini presenti in sala ha seguito attento e commosso le comunicazioni delle relatrici: Alessia Mosca senatrice; Serenella Corbetta, consigliera di parità di Monza e Brianza; Concetta Monguzzi, Sindaco di Lissone; Mimma Carta, associazione Cadom. Le donne di Spi-Fnp-Uilp si occupano di lotta alla violenza non soltanto perchè è una grande questione di civiltà e di rispetto dei diritti umani, ma anche perché rappresenta una grave questione sociale; essa infatti, riguarda il rapporto fra generi e attraversa classi, famiglie, generazioni e gruppi etnici in modo eterogeneo .Positiva è la rapida evoluzione del quadro legislativo con la ratifica da parte del Parlamento della convenzione di Istambul, finalizzata a creare un’Europa libera dalla violenza contro le donne, una legge nazionale dell’attuale Governo e il finanziamento della legge regionale contro la violenza e il maltrattamento .Gli atti di violenza riguardano anche le donne anziane. Una ricerca evidenzia che al dicembre 2012 su 121 donne uccise, ben 48, più di un terzo del totale, aveva più di 60 anni. Bisogna cambiare la cultura a partire dalle scuole, dai giovani, dai ragazzi, affinché già in giovane età si possa indirizzarli verso una vita di relazione non violenta e verso esperienze tese a creare sani e rispettosi rapporti tra i sessi esteso agli affetti ,nell’ambito lavorativo e famigliare.

Anna Svaluto del coordinamento donne Brianza

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