Pavia:Rsa: costi insostenibili

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Il problema del costo delle rette in Rsa è ormai diventato un problema insostenibile, infatti nella nostra provincia a fronte di una media pensionistica molto bassa corrisponde un costo elevato delle rette. Le pensioni non essendo sufficienti per pagare le rette vedono spesso le famiglie dell’ospite intervenire economicamente per integrare il costo. In alcuni casi (es. persone sole) interviene anche il Comune di residenza. In questi giorni alcune Rsa
hanno deciso di ritoccare e in certi casi aumentare pesantemente le rette. Il sindacato pensionati a tutti i livelli è impegnato ad intervenire in tutte le forme per bloccare l’aumento delle rette, rivendicando a livello regionale ulteriori risorse per aiutare gli ospiti. Ricordiamo i 1000 euro assegnati agli ospiti dalla Regione Lombardia previo accordo con il sindacato per l’anno 2018 per gli ospiti affetti da Alzheimer sosia 1 sosia 2. L’aumento delle rette provoca in un momento di diffusa povertà ulteriori difcoltà alle persone e alle famiglie. Per informare i nostri iscritti e gli anziani della nostra provincia circa la situazione delle Rsa in provincia di Pavia, riscontriamoessere una provincia con un numero alto di strutture esistenti rispetto alla popolazione residente. Infatti ne sono presenti tra pubbliche e private ben 84, con 5689 posti letto accreditati. Se poi facciamo l’analisi delle liste d’attesa che sono particolarmente elevate. es. Belgioioso 755, Godiasco 532, Groppello 264, Mortara 196, Pavia 184, Sannazzaro 152, Varzi 415, Vigevano 259, Voghera 174, Chignolo 178, Broni 260, Arena Po 207 riscontriamo che molti ospiti arrivano da alcune provincie lombarde. Naturalmente quelle che hanno rette più basse hanno liste molto alte. Questo
è sicuramente l’aspetto più importante perché molti nostri concittadini non riescono pagare la retta più alta. Va inoltre considerato che gli operatori delle Rsa spesso sono esterni, infatti la maggioranza lavora con contratto per cooperative sociali. Una parte lavora
con contratto Uneba (fondazioni ecc). Altri con contratti Agidare (es. settore del clero) e solo in piccola parte con contratto enti locali. Sicuramente i lavoratori delle Rsa devono avere un contratto unico e non essere sottoposti a ricatti a ogni cambio appalto. Occorre
che i lavoratori del settore siano messi in tranquillità per poter rispondere in modo adeguato all’assistenza degli anziani in tutte le sue forme.

Delisio Quadrelli

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