Documentazione

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In questa sezione trovi documenti inerenti alle normative  riguardanti i temi della sanità. VAI ALL’ARCHIVIO DEI COMUNICATI DEDICATI A QUESTO TEMA.

 

Ricerca Censis:Più sanità solo per chi può pagarsela: nell’ultimo anno 11 milioni di italiani hanno dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie

Aumenta la spesa sanitaria privata: 34,5 miliardi di euro (+3,2% negli ultimi due anni). Incubo liste d’attesa: 10 milioni di italiani ricorrono di più al privato e 7 milioni all’intramoenia perché non possono aspettare. Sono 26 milioni i cittadini che si dicono propensi ad aderire alla sanità integrativa. Ma nessuno tocchi il mio medico: più di 5 milioni di italiani hanno ricevuto prescrizioni di farmaci e visite inutili, eppure il 64% è contrario alla legge che stabilisce se una prestazione si paga con il ticket o per intero, e il 51% non vuole sanzioni per i dottori. LEGGI RICERCA.

GENNAIO 2016.Periodico Nuovi Argomenti: Salute, quanto costa al cittadino? Atti del convegno

In allegato pubblichiamo il numero del periodico Nuovi Argomenti dedicato agli atti del convegno:” Salute. Quanto costi al cittadino? LEGGI IL NUMERO.

Seminario 24 novembre 2015 riforma sociosanitaria Lombardia: il materiale distribuito

 In allegato il materiale presentato al seminario del 24/11/2015 a Monte Barro – Galbiate (LC) dal titolo “EVOLUZIONE LEGGE 23 RIFORMA SOCIOSANITARIA LOMBARDA”. VAI AGLI ALLEGATI.

Ottobre 2015.Lombardia sociale. Riforma sociosanitaria: cosa ne pensa il sindacato, intervista a Claudio Dossi segretario regionale Spi.

Di seguito riportiamo l’intervista a Claudio Dossi, segretario regionale Spi Lombardia, a Lombardia sociale. Quale è il vostro giudizio complessivo sulla riforma sociosanitaria? Voglio subito dire che come SPI CGIL salutiamo con un giudizio articolato questa riforma. Non è la nostra legge, è una legge connotata politicamente, ma fatta da una maggioranza che hanno votato i cittadini Lombardi, e di questo bisogna prenderne atto. Con questa maggioranza il sindacato su alcuni punti essenziali ha negoziato e alcuni di questi punti sono poi entrati nella legge. Ovviamente in sé porta alcune speranze, ma la legge sappiamo essere piena di luci e di ombre. In questo caso però l’atteggiamento che consigliamo è quello di vedere il “bicchiere mezzo pieno”. È cambiata negli anni la demografia della nostra regione, in Lombardia quasi 2,2 milioni di persone hanno più di 65 anni ,gli ultra 85enni aumenteranno del 50% fra 10 anni, coloro che hanno limiti funzionali sono 400 mila, insomma un dato che ci fa dire che serve un cambio di paradigma nella sanità, più  attenzione verso la cronicità,la prevenzione e la integrazione tra sanità ,sociosanitario e sociale. Questa è la strada che noi invochiamo da molto tempo. La legge di riforma sembra intraprenderla dunque per adesso questo basta. Quali sono i principali elementi di positività specifica che riconoscete all’interno di questo impianto? Certamente la presa in carico della persona. Quello che accade ora è che quando una persona viene dimessa dalla fase acuta, spesso rimane sola, pochi sono i territori che fanno le cosidette dimissioni protette. Vi è  un grande vuoto da colmare, una frammentazione delle unità’ di offerta che va ricomposta in fretta. 
Un altro importante punto è l’integrazione, dichiarata in più parti della legge, che serve a garantire la continuità  tra cura e assistenza  favorendo processi di integrazione tra sanitario, sociosanitario e sociale.
Il terzo punto è la prevenzione, serve sviluppare una medicina preventiva , che favorisca nuovi stili di vita. 
Tutte queste novità auspicabili non ci fanno dimenticare che sono ancora molte le lacune del sistema tradizionale, quali le lunga liste di attesa e le cure inappropriate che continuano ad essere applicate,con il trascinamento degli sprechi  e talune volte del malaffare, malaffare che va sradicato. 
Quali sono i risultati che pensate di aver contributo, come sindacato, ad ottenere? La scelta che da alcuni anni abbiamo compiuto è  quella di comprendere  che serviva consolidare i rapporti con la Regione Lombardia, in quanto istituzione che legifera e cambia. Con ciò’ non significa condividere necessariamente i suoi progetti politici, anzi, ma se si vuole contribuire a cambiare in meglio le situazioni , occorre essere presenti e trattare dove le decisioni vengono assunte. Per noi quel luogo sono i tavoli di confronto. In questi tavoli abbiamo contribuito durante la discussione della legge, non solo a produrre una intesa su assessorato unico, ma anche integrazione sociosanitaria, ruolo ai distretti, salvaguardia dei piani di zona, presa in carico delle persone e rafforzamento della prevenzione. Insomma un parziale ma non secondario contributo. 
E infine nell’intesa con il Presidente Maroni, lui stesso si è impegnato direttamente per la  riduzione delle rette delle RSA , l’abolizione totale dei superticket e graduale dei ticket sanitari. Su questi temi vediamo  il presidente in atteggiamento ancora troppo prudente, ma il sindacato non allenterà la presa: i cittadini Lombardi non possono più’ attendere. Quali i principali elementi di rischio o di attenzione su cui pensate sarà opportuno vigilare? Ovviamente vigileremo su tutta la riforma è la sua applicazione, una parte del nostro accordo fatto con il Presidente è da Lui sottoscritto prevede incontri specifici e continui sul proseguo dell’ iter della legge. Si tratterà   di capire se siamo di fronte a un cambio di sistema vero o apparente. Devo dire che gli aspetti burocratici introdotti nella legge non facilitano il cammino e questo è un rischio di non poco conto. Bisognerà vedere come si assesteranno concretamente le ATS e Le ASST,  per cui importante sarà anche il ruolo che giocheranno i comuni  nell’integrazione del sistema.  Su questo aspetto consiglierei poche battaglie di trincea e più dialogo, favorirebbe certamente il percorso.  Terzo il ruolo dei medici di medicina generale, penso che dovranno essere protagonisti nel percorso. La valutazione multidimensionale per la presa in carico delle persone ha bisogno di loro, ma a nessuno deve essere permesso di giocare fuori campo. Questa è una sfida che pur piena di insidie deve essere percorsa da tutti: Regione,forze di opposizione in Consiglio regionale, parti sociali, burocrazie e professioni. L’interesse collettivo penso debba prevalere sulle diverse parzialità.

Riforma socio-sanitaria Lombardia, il materiale illustrato nel seminario Spi del 22 Settembre 2015

Martedì 22 settembre 2015, presso la sede regionale di viale Palmonava 22, si è svolto un seminario, promosso dal dipartimento Welfare dello Spi Lombardia, sulla riforma del sistema socio sanitario recentemente approvata dal Consiglio regionale. I lavori sono stati introdotti da Claudio Dossi della segreteria regionale Spi e conclusi da Stefano Landini segretario generale Spi Lombardia. In allegato il materiale distribuito nel corso dei lavori. Vai agli allegati.

9 gennaio 2015.Seminario sulle tematiche socio sanitarie: il materiale presentato.

Si è tenuto lo scorso 9 Gennaio il seminario sulle tematiche socio-sanitarie organizzato dal dipartimento welfare dello Spi Cgil Lombardia, coordinato da Claudio Dossi della segreteria regionale Spi. Vai ai materiali presentati nel corso della giornata.

DOCUMENTAZIONE

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