A testa alta. 6 Maggio il racconto dell’attivo unitario Spi-Fnp-Uilp della Lombardia.

I pensionati di Spi, Fnp e Uilp sono riuniti stamane a Bergamo per una prima iniziativa in vista della manifestazione nazionale del 19 maggio prossimo a Roma. Tutela del potere d’acquisto, recupero del danno prodotto dal blocco della rivalutazione, la reversibilità, uguali detrazioni sui redditi da lavoro e pensioni, separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale, più risorse per l’invecchiamento è la non autosufficienza, un cambio della legge Fornero sono i temi su cui i pensionati si stanno mobilitando in questi giorni.
“Abbiamo un pezzo del paese che sa distinguere fra giustizia sociale e privilegio ed questo il nostro primo alleato”, lo ha detto Marinella Magnoni, segretaria generale Spi Varese, nel suo intervento, sottolineando anche l’importanza delle assemblee che sono state tenute sul territorio, un territorio dove i rapporti unità risono ben saldi. “Dobbiamo dare valore a questa unità per farla pesare anche nei confronti della politica. La manifestazione del 19 maggio sarà l’occasione per suonare la sveglia a questo governo. Non servono sparate ma un serio confronto”. Magnoni ha poi concluso mettendo l’accento sul fatto che a Roma i pensionati ci saranno per difendere anche i diritti dei giovani: “i giovani sono i nostri alleati, bisogna che lo sappiano e lo comprendano”.
Un richiamo forte al problema dei rapporti con i migranti ha caratterizzato l’apertura dell’intervento di Pierluigi Cetti, segretario generale Spi Brescia. “Noi siamo presenti sul territorio e quindi ben conosciamo la paura dei cittadini, non possiamo lasciare spazio solo a chi parla alla pancia del paese. Per questo dobbiamo approfondire le cause del fenomeno migrazioni, i temi della si irizza come della legalità non possono essere lasciati solo alla destra. Dobbiamo partire da noi ben sapendo che è nostro compito tutelare i lavoratori e i pensionati sia italiani che stranieri”. Per Cetti la manifestazione del 19 è l’inizio di un momento di forte mobilitazione perché se non ci saranno risultati bisognerà premere e andare avanti: “abbiamo bisogno di un tavolo di confronto che porti risultati per chi rappresentiamo”.
“I pensionati sono considerati dal governo come cittadini di serie B, non meritevoli di attenzione anche per questo saremo in piazza il 19 maggio” ha detto Vanna Minoia, segretaria Spi Lodi. Dopo aver ripercorso gli ultimi vent’anni di riforme pensionistiche dimostrando come siano state “peggiorative”, Minoia ha sottolineato come la riforma Fornero abbia si portato 80 miliardi nelle casse dello stato ma lo ha fatto senza colpire i veri privilegi e le cosiddette pensioni d’oro. Un intervento a tutto campo quello del segretario generale dello Spi, Ivan Pedretti, che ha concluso la manifestazione che si è tenuta a Bergamo.
Ancora una volta Pedretti ha sottolineato come il sindacato sia pronto a riprendere il confronto interrotto col governo, un governo che considera i corpi intermedi come “un orpello”. “È una posizione sbagliata – ha detto Pedretti – che divide il paese ed è poi causa di risposte sbagliate. Le vere decisioni vanno perse attraverso il confronto, con la negoziazione. L’idea che la politica ce la possa da fare da sola e’ sbagliata”. È proprio il territorio e’ il luogo da cui ripartire perché grosse sono state le trasformazioni del paese, l’Italia non ha più le grandi industrie, oggi i lavoratori si trovano nelle piccole imprese sparse su tutto il territorio per questo è importante che su questo il sindacato torni. Inoltre ci si trova in un paese a forte invecchiamento altro elemento che comporta modifiche strutturali, e non transitorie, che creano nuovi bisogni tra cui le malattie croniche, patologie sempre più pesanti. La crisi che ha colpito il paese ha portato molti verso la soglia della povertà, tanti sono quelli che si nutrono peggio o che rinunciano a curarsi e tutto ciò si traduce o si tradurrà in una maggiore spesa per lo stato. “La politica deve guardare a questi mutamenti, farsene carico e dare adeguate risposte”.
Sul piatto ci sono la riforma di un sistema di welfare che è sul piano nazionale a livello essenziale mentre presenta forti differenziazioni nelle varie regioni, creando forti diseguaglianze. Pedretti ha anche ragionato su quello che ha chiamato welfare sanitario e sulla sanità integrativa, su come tutelare anziani e giovani. Riforma della legge Fornero, separazione fra previdenza e assistenza, parificazione fiscale tra pensionati e lavoratori, rivalutazione delle pensioni sono tra i tanti altri temi toccati da Pedretti che ha poi concluso il suo intervento guardando a quanto sta accadendo in Europa: i migranti dovrebbero essere visti come una risorsa, una opportunità. “Dovremo essere capaci di costruire integrazione e non ghetti nelle periferie delle città. Accoglienza, ma nel rispetto delle regole senza che vengano esacerbati gli animi. Anche per questo dovremmo unitariamente andare in un’area di frontiera come il Brennero e li dare vita a una significativa iniziativa”.

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