Editoriale: 2 Ottobre festeggiamo i nostri nonni ricordando che sono una risorsa in ogni giorno dell’anno di Stefano Landini.

Dopo la pausa estiva e le giornate di Cattolica, per la 21° edizione dei Giochi di LiberEtà, colgo l’occasione di rinnovare il sentito ringraziamento a tutti coloro che con il loro impegno e partecipazione hanno reso possibile la realizzazione di questo appuntamento, riprendo la consuetudine degli editoriali settimanali sul nostro portale.
Da dieci anni il 2 ottobre è la giornata dedicata alla festa  dei nostri nonni, loro che rappresentano una risorsa quotidiana  per la nostra società.
Una risorsa attiva sia per i loro familiari, sia per le comunità in cui vivono. Per trovare conferma a questa affermazione è sufficiente camminare per le nostre città o visitare i centri diurni o le strutture socio sanitarie riservate agli anziani, potremmo così constatare che ogni giorno migliaia di nonni dedicano la grande parte del loro tempo al sostegno della vita quotidiana dei propri figli e nipoti, oppure aiutano i loro coetanei che attraversano gli anni della fragilità-
Con il loro impegno, spesso e volentieri accompagnato da un sorriso e da una parola di speranza per il futuro, essi costituiscono il primo e più diffuso sistema di welfare sociale nel nostro paese, che consente ingenti risparmi economici per l’intero paese, una risorsa attiva di cui non possiamo farne a meno.
In un paese in cui il 25% della popolazione supera i 65 anni, il tema della promozione di politiche  dedicate a questa fascia di popolazione deve divenire uno dei punti prioritari nell’agenda delle nostre istituzioni da quelle nazionali a quelle locali. Troppe volte assistiamo a stucchevoli dibattiti in cui i nostri anziani vengono visti come un “peso” per il domani di questo paese, contrapponendo le loro aspettative a quelle delle nuove generazioni. E’ una visione che come Spi Cgil Lombardia abbiamo sempre respinto promuovendo iniziative e momenti d’incontro fra le generazioni della nostra regione.
I nostri nonni, in questi anni segnati dalla lunga crisi economica, dai fenomeni epocali delle nuove immigrazioni e delle guerre lontane e vicine, non sono sereni nell’affrontare questa fase della loro esistenza.
Sono preoccupati in primis per il futuro dei loro figli e nipoti, lo sono perchè da anni hanno visto il valore della loro pensione, faticosamente guadagnata con 40 anni di duro lavoro, perdere potere d’acquisto, lo sono perché si sentono meno sicuri nelle loro città, lo sono perchè vengono meno le certezze di un futuro migliore nella nostra società.
Sono preoccupati per la loro condizione esistenziale, per le cure necessarie  e per il costo  dei tanti esami diagnostici che si rendono necessari per affrontare al meglio questa fase della loro esistenza. Ecco perché riteniamo profondamente sbagliate le misure che tendono a ridurre i servizi offerti dal servizio sanitario nazionale, i costi dei ticket per la diagnostica e le lunghe liste di attese a cui tutti siamo costretti per poter accedere a questa  o quella visita. o esame.
Ecco perchè abbiamo chiesto con forza alla Regione Lombardia la riduzione delle rette delle case di riposo, che costituiscono spesso e volentieri una spesa insostenibile per i nostri anziani e per le loro famiglie.
Lo Spi Cgil Lombardia continuerà, unitamente a Fnp e Uilp e alle confederazioni, l’impegno per ottenere in ogni angolo della regione condizioni migliori per la popolazione anziana, sostenendo nel contempo l’iniziativa delle strutture nazionali per ottenere dal governo pensioni più giuste e per una legge nazionale sulla non autosufficienza.
Concludo rinnovando a tutti i nonni e anziani della nostra regione i ringraziamenti miei e di tutto lo Spi Lombardia per il contributo quotidiano alla vita delle nostre comunità, augurandomi che la parola serenità possa ritornare ogni giorno nella vita di ciascuno di noi.

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