Inca informa.Reinserimento lavorativo dei disabili da lavoro

Nuove modifiche al regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro. Con la circolare n. 6 del 26 febbraio 2019, l’Inail ha provveduto a recepire quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2019 (art 1 comma 533 della legge 30 dicembre 2018, n 145), fornendo le istruzioni operative per la presentazione e realizzazione dei progetti finalizzati a questo scopo.

Per Inca si tratta di novità importanti in quanto da un lato chiariscono e per alcuni aspetti semplificano  le procedure per accedere ai fondi destinati ai progetti e dall’altro definiscono anche il rilevante ruolo dei Patronati sia per quanto riguarda l’informazione e la formazione, che contribuiscono a qualificare meglio l’attività di assistenza e di tutela in favore dei lavoratori e delle lavoratrici tecnopatici.

Tutto ciò – spiega Silvino Candeloro, del collegio di presidenza Inca – consentirà finalmente di agire con più efficacia per far emergere  il fenomeno delle malattie professionali nel nostro Paese, fortemente sottostimato, ma anche per ridurre il timore dei lavoratori, che spesso non denunciano le patologie di cui soffrono, perché hanno paura di subire il licenziamento, come conseguenza di una dichiarazione di inidoneità alla mansione da parte del Medico Competente”.

Secondo il Patronato della Cgil, il nuovo regolamento, così come è stato modificato,  crea migliori condizioni per dare un impulso alla realizzazione dei progetti di reinserimento lavorativo dei disabili, a seguito di infortuni o malattie professionali, con un maggiore coinvolgimento delle imprese, che finora, fatte alcune eccezioni, non hanno mostrato un’adeguata disponibilità a redigere e sottoscrivere questi progetti.

“Per imprimere una svolta significativa su un delicato tema come questo – aggiunge Candeloro – è necessario che a fianco degli istituti di Patronato, ai quali compete il compito di fornire formazione e informazione ai lavoratori,  operino insieme gli altri soggetti coinvolti (Istituzioni, datori di lavoro, sindacati e Inail)  in tutte le fasi dei progetti, dalla ideazione alla realizzazione stessa”.

“Solo in questo modo – conclude Candeloro – sarà possibile porre le basi per un adeguato e dignitoso reinserimento lavorativo di coloro che subiscono le conseguenze di un infortunio o di una malattia professionale, sconfiggendo la cultura della rinuncia alla tutela e della rassegnazione”

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