Ricordare e costruire la pace. Le conclusioni di Stefano Landini. Galleria immagini

Ricordare e costruire la pace, era questo lo slogan della due giorni organizzata da Spi Lombardia insieme agli Spi della Valle Camonica-Sebino e Sondrio a Ponte di Legno e al Tonale il 3 e 4 luglio scorsi.
Le due mattinate sono state dedicate alla visita, venerdì, del Museo della Grande Guerra di Temù e sabato a quello delle Voci e suoni della Guerra Bianca proprio al passo Tonale a oltre 2500 metri di altezza.Il pomeriggio di venerdì lo si è invece dedicato a un’ampia riflessione su alcuni aspetti della Prima Guerra Mondiale collegandoli ai temi  che riguardano il nostro oggi. Dopo il saluto del sindaco di Ponte Legno, Aurelia Sandrini, ha preso la parola Maria Luisa Righi, della Fondazione Gramsci, che ha guidato i presenti nei meandri della lunga e complessa discussione che vi fu nel nostro paese tra interventisti e neutralisti, soffermandosi sul ruolo che giocò Benito Mussolini dapprima schierato su posizioni neutraliste, come lo era il Partito socialista, per approdare poi a una posizione intervista pubblicizzata con l’editoriale pubblicato sull’Avanti! di cui era direttore, del 18 ottobre 1914 dal titolo: Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva e operante.Atto che gli valse la sottrazione della direzione del quotidiano e l’espulsione dal partito. Dagli avvenimenti italiani ci si è poi spostati verso un’analisi di quanto avvenne nel Tirolo e Sud Tirolo con l’intervento di Joachim Gatterer, dell’Università di Innsbruck, che si è soffermato sulle caratteristiche del movimento operaio di quelle particolari zone.La storia della Grande guerra è stata però la storia anche della povera gente, quella che al fronte ci arrivò tramite la coscrizione obbligatoria e che di fronte a tanto orrore impazzì così come è diventata poi la storia di grandi e falsi miti che non hanno ragione d’essere ancor oggi. E proprio questi sono stati i due temi al centro dell’interessante e spiazzante intervento del giornalista Paolo Brogi, un monito e un invito all’Italia di oggi a fare i conti col suo passato e con un nazionalismo strisciante di cui non ci siamo mai liberati. In ultimo, lo storico valtellinese Pierluigi Zenoni, ha presentato al pubblico la figura di Rosa Genoni ancora quasi sconosciuta in Italia. Originaria di Tirano, la Genoni è una donna che meriterebbe ben maggiore popolarità e spicco tra le figure che hanno fatto la storia di questo paese: sarta capace di innovare profondamente la moda, superando in fama e originalità quella francese, prima ideatrice e sostenitrice, diremmo oggi, del made in Italy e, alle soglie della guerra, unica donna italiana a partecipare al primo congresso internazionale delle donne contro la guerra, tenutosi all’Aja dal 28 aprile al 1° maggio 1915. Per non parlare del forte impegno sociale e politico che sempre caratterizzò la sua vita.La chiusura del convegno è stata affidata al segretario generale dello Spi lombardo Stefano Landini, che intrecciando elementi storici e attualità, ha sottolineato quanto delicata sia la realtà che stiamo vivendo e quanto complesso, ma irrinunciabile sia il ruolo del sindacato. “Il nostro compito – ha detto Landini – è anche quello di favorire la capacità di fare del lavoro, in tutte le sue forme, un attore protagonista dello sviluppo del Paese. L’Italia che esce  da questi lunghi anni di crisi è più debole di prima: nel perdere il 25% della capacità industriale la distanza tra Milano e Napoli si è fatta ancor più profonda: si vede sempre meno una cittadinanza uguale. Lo Spi sarà in campo come sempre, voglioso di costruire un futuro insieme alle giovani generazioni. Proprio perché lo Spi è un sindacato di lotta e di memoria, ma soprattutto confederalmente attivo”.All’iniziativa erano presenti anche Walter Bernardi, vice presidente di Arge Alp, e Gastone Boz, segretario generale Spi Alto Adige. I lavori sono stati presieduti da Domenico Ghirardi, segretario generale Spi Valle Camonica – Sebino.La giornata di venerdì si è poi conclusa in piazza col concerto de I Luf.

Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13, d.lgs. n. 196/2003
I dati personali raccolti sono trattati, con strumenti manuali e informatici, esclusivamente per finalità amministrative conseguenti al versamento di contributi a sostegno dell’associazione, per l’invio della pubblicazione periodica e per la promozione e la diffusione di iniziative dell’associazione. Il conferimento dei dati è facoltativo; il mancato conferimento o il successivo diniego al trattamento dei medesimi non consentirà di effettuare le operazioni sopra indicate. I dati personali raccolti potranno essere conosciuti solo da personale specificamente incaricato delle operazioni di trattamento e potranno essere comunicati agli istituti bancari che effettueranno il trattamento dei dati per le finalità relative alla gestione dei mezzi di pagamento e a terzi ai quali sono affidati la predisposizione e l’invio della pubblicazione periodica. I dati trattati non saranno diffusi.
error: Content is protected !!