Lodi:Contrattare la qualità della vita nel nostro territorio lodigiano di Vanna Minoia.

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Il Lodigiano è composto da 61 comuni di cui solo cinque superano i diecimila abitanti per un totale di 247mila cittadini (fonte archivio
regione Lombardia). Gli anziani over 60 anni rappresentano il 26,41% del totale (65.041 cittadini). Nei cinque comuni principali l’incidenza degli anziani è la seguente: Lodi 29,74%, Codogno 29,69%, Casalpusterlengo 27,77%, Sant’Angelo Lodigiano 27,20%, Lodi Vecchio 26,11%.
Le pensioni erogate nel territorio provinciale sono:
• vecchiaia 40.448 importo medio = 1.252 euro lordi al mese;
• invalidita  2.038 importo medio = 763 euro lordi al mese;
• superstiti 15.092 importo medio = 700 euro al mese:

• assegno sociale 1.557 importo medio=437 euro lordi al mese;
• invalidita  civili 8.168 importo medio= 431 euro lordi al mese.
Questo è il quadro in cui i sindacati dei pensionati, Spi- Fnp-Uilp, del Lodigiano esercitano
il loro ruolo contrattuale, negoziando nel corso dell’anno con le amministrazioni comunali tutti quegli aspetti della loro azione che incidono sulla condizione dei nostri anziani.
Il Lodigiano, un territorio che nel corso di questi anni è stato colpito dagli effetti della lunga crisi economica, centinaia sono stati i posti di lavoro venuti meno con la chiusura di numerosi plessi produttivi, migliaia di famiglie hanno visto venir meno la loro fonte di reddito, gli anziani spesso e volentieri diventano il sostegno reddituale per i figli e per i nipoti, nel contempo le amministrazioni locali hanno visto venir meno ingenti risorse a seguito della decurtazione dei trasferimenti statali e regionali.
In questo contesto sociale oggi più di ieri assume rilevanza la negoziazione sociale,
che unitariamente stiamo sviluppando in questi anni con gli altri sindacati dei pensionati e nei principali comuni con le confederazioni, con il fine primario di tutelare i nostri anziani, sia sotto l’aspetto dei servizi erogati dagli enti pubblici, sia sul versante delle tassazioni locali o delle tariffe, per finire al sostegno delle famiglie colpite dalla crisi.
Questi sono stati i tre filoni su cui abbiamo costruito le nostre piattaforme che abbiamo
prima sottoposto all’attenzione degli anziani e poi a quello degli amministratori delle singole realtà. In questo tempo di scarse risorse facile è la tentazione di tagliare i servizi pubblici
erogati alla popolazione anziana, da parte nostra ci siamo opposti a questa logica perché siamo convinti che questo colpirebbe in primis la parte più fragile della nostra popolazione,
gli anziani, che spesso volentieri si trovano soli ad affrontare le problematiche quotidiane dopo i lunghi anni del lavoro. Siamo riusciti ad ottenere importanti risultanti in questo campo, siamo riusciti a preservare i servizi primari, trovando soluzioni, anche, innovative come i consorzi dei servizi creati sia a livello di unioni comunali o provinciali.
Nel campo della fiscalità locale e delle tariffe o delle rette dei servizi abbiamo messo al centro delle nostre piattaforme il tema dell’equità e della lotta all’evasione fiscale, ottenendo nella significativa riduzione per i pensionati con redditi medio bassi.
La nostra negoziazione non si è fermata all’ambito stretto del mondo degli anziani,
abbiamo affrontato il tema delle nuove povertà, dei servizi rivolti al mondo dell’infanzia
per finire alle rette delle nostre Rsa il cui peso ricade sul reddito delle famiglie,
i figli dei ricoverati. Nel corso dell’anno 2016 abbiamo sottoscritto 24 accordi nel territorio provinciale, un risultato che rappresenta un incremento rispetto a quello degli anni
precedenti e che ha comportato maggioranza dei casi una un notevole impegno
sia da parte nostra che degli attori pubblici coinvolti in questa negoziazione.
Per il nuovo anno è comune la volontà dei tre sindacati dei pensionati di continuare
in questa azione negoziale con le amministrazioni presenti nel territorio, da quelle
più piccole a quelle maggiori, convinti come siamo, che grazie ai risultati ottenuti,
difenderemo al meglio gli interessi di quella parte della cittadinanza che rappresentiamo,
quella anziani.
Nel contempo ci auguriamo che il tema della negoziazione sociale venga assunto sempre più dalle nostre confederazioni e dalle categorie sindacali, che rappresentano i lavoratori attivi, arrivando alla predisposizione di una piattaforma territoriale in grado di sviluppare
la tutela dei diritti in campo sociale, assistenziale e sanitario per tutte le fasce
della popolazione. Un obiettivo ambizioso, ma sono convinta che in questa epoca nei luoghi delle nostre comunità si gioca un pezzo della tutela della condizione esistenziale per migliaia di cittadini che da sempre il sindacato rappresenta.

 

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