Pavia:INSIEME A CARLA CANTONE LO SPI PRESENTA UN VOLUME E UNA MOSTRA FOTOGRAFICA PER FAR CONOSCERE E DIFENDERE LA COSTITUZIONE ITALIANA

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Numersi attivisti e pensionati insieme ai rappresentanti delle istituzioni, hanno presenziato alla presentazione del volume e della mostra fotografica itinerante predisposti dallo SPI Cgil di Pavia riguardante la nostra Carta Costituzionale. Anna Fratta, Segretario generale dello SPI di Pavia, nella sua introduzione ha ricordato i motivi ispiratori di questa iniziativa che vuole essere in particolare da ponte tra gli anziani e i giovani ed essere di monito per tutti per salvaguardare integra la Costituzione. Nella prefazione al volume Carla Cantone tra l’altro scrive: “.. La Costituzione è ciò che lega il nostro passato e il nostro futuro. Questa la sua funzione nella vita reale di ciascuno, e per la convivenza civile. E quello che la Costituzione crea è un legame impegnativo, vincolante; fatto di valori condivisi e di regole fondamentali. A questa doppia polarità di contenuti corrisponde, infatti, anche la struttura formale del testo costituzionale: nella “prima parte” i valori da condividere in quanto cittadini italiani, nella “seconda parte” le norme generali a cui dovranno uniformarsi tutte le leggi e le normative specifiche che il potere legislativo (il Parlamento, innanzitutto) adotterà. Tutte le Costituzioni democratiche hanno questa funzione, ma la Costituzione della Repubblica Italiana, più giovane di molte altre fra quelle vigenti nei paesi di democrazia occidentale, ha una storia particolarmente significativa, che non va dimenticata. Gli scioperi del ’43 furono organizzati su parole d’ordine immediatamente “sindacali”: il caro-vita, i salari, ma quelli del ’44 assunsero un significato di valore esplicitamente politico: la difesa delle fabbriche dal sabotaggio dei tedeschi in ritirata, l’opposizione alla Repubblica di Salò, la domanda di pace. Non casualmente tutta la storiografia individua in quegli scioperi –di cui nei prossimi due anni ricorrerà il 70° anniversario- l’inizio della guerra di liberazione.

Nel suo intervento Carla Cantone, Segretario generale dello SPI Nazionale, ha tra l’altro ricordato con forza Gli articoli 1, 3, 4, dal 35 al 40, il 46 e molti altri definiscono le condizioni sociali da garantire. E’ stato detto e scritto che si configura in ciò una peculiarità della Costituzione italiana; si è parlato di “Costituzione lavorista”. Dunque l’art. 1 non è una mera petizione di principio, una norma manifesto. Sta a significare che il patto costituzionale del ’48 ha nel lavoro il soggetto contraente fondamentale. Nessuno può prescindere da questo aspetto, né darlo per scontato; non è così, infatti, in molti altri ordinamenti democratici. Mentre Lorenzo Fava giovane studioso di storia delle istituzioni e autore del commento agli articoli, ha voluto ricordare che: “ .. Con l’avvento della Costituzione anzitutto muta il fondamento di legittimazione dello Stato: per la nostra Carta “la sovranità appartiene al popolo”. Non era così, invece, per lo Statuto Albertino e nel quale “il popolo”, come soggetto costituzionalmente rilevante non è neppure presente. Sarà, inoltre, solo con la Costituzione che verrà riconosciuto ai membri della comunità italiana la pienezza dello status di cittadini. Si può dire, insomma, che il passaggio alla Costituzione repubblicana del 1948 modifica tutto quanto il rapporto tra lo Stato e i membri appartenenti alla comunità statale “sul terreno delle libertà e dei diritti; e che l’innovazione costituzionale è grande, così come è profondo il mutamento degli strumenti che devono garantirne l’attuazione. Con la Rpubblica cambia radicalmente la scala dei valori di riferimento, dalla quale scompare proprio quello storicamente fondativo per lo Statuto Albertino, la proprietà, che nella nostra Carta viene trasferita nella parte relativa ai rapporti economici, spogliata dell’attributo dell’inviolabilità e posta in relazione con l’interesse sociale. Con la Repubblica fa inoltre il suo ingresso nel nostro ordinamento una nuova categoria di diritti che rappresentano una novità pressoché assoluta per l’Italia così come per tutta quanta l’Europa postbellica, i diritti sociali (quello al lavoro, alla salute, al paesaggio, alla previdenza solo per citarne alcuni). Non meno è stato l’interesse che ha accompagnato la spiegazione artistica e non solo questa da parte dell’artista Beppe Pasciutti, dei disegni che accompagnano il volume e la mostra fotografica. Egli ha descritto, con rigore storico artistico, il profondo significato dei disegni, della loro attualità e della loro universalità, quali sono i segni di libertà e che proprio perché intendono descrivere la libertà questi valgono in ogni epoca.

Anna Bonanomi, segretario dello SPI Lombardia ha sottolineato come questa pubblicazione, possa rappresentare sia per noi che per le nuove generazioni, uno stimolo per la riflessione, è il contributo che lo Spi Cgil di Pavia offre in un momento come quello attuale, in cui il nostro paese è attraversato da una grave crisi economica e sociale e in cui la credibilità della nostra classe politica viene messa in discussione da episodi di malaffare e di corruzione. Per queste ragioni ringraziamo gli autori per aver proposto la rilettura di questi articoli, ricordando sempre che un paese in cui viene meno la memoria non ha un futuro in primis per le nuove generazioni.Renato Losio, Segretario responsabile della Camera del Lavoro di Pavia ha sottolineato come questa iniziativa si configura come una forte e capace momento culturale oltre che conoscitivo. Un importante contributo per diffondere e pensare al profondo significato che rappresenta la Carta Costituzionale. E noi del sindacato ci sentiamo in prima persona responsabili per la sua comprensione e diffusione.

 

 


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