Ticino Olona: 8 ottobre, convegno ‘Bilanci comunali e riorganizzazione dei servizi sociali’

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Interrogarsi e riflettere sul rapporto oggi esistente tra i servizi sociali del territorio e i bilanci comunali. Questo l’obiettivo del convegno promosso dallo Spi Cgil del Ticino Olona lunedì 8 ottobre, presso il ristorante ‘Le Querce’ di Ossona. All’incontro hanno preso parte esponenti del mondo del sindacato e dell’amministrazione pubblica, ma anche del mondo socio-sanitario e di cura della zona. A dare il via agli interventi, moderati da Giampietro Camatta, è stato il segretario generale Spi Ticino Olona Piero Antonio Alemani, che ha sollecitato il dibattito partendo dalla considerazione dello stato di crisi in cui il Paese si trova e da cui derivano i continui tagli ai trasferimenti dello Stato verso Comuni, Province e Regioni, che creano serie difficoltà nell’erogazione di servizi verso i cittadini”. “Il modello economico e sociale del futuro – si è chiesto -, si fonderà ancora sull’idea di uno Stato che, attraverso regole e servizi sociali, tenda a ridurre i rischi individuali facendosene carico come comunità, oppure il futuro sarà tutto demandato alla capacità del singolo individuo di farsi carico del suo destino?”. Un tentativo di risposta al quesito può essere trovata nei dati derivanti da una ricerca svolta da Francesco Montemurro, ricercatore dell’Ires del Piemonte, finalizzata a una lettura critica sulle forme dei bilanci comunali e sulla riorganizzazione del welfare locale. L’analisi al centro del summit ha toccato diversi argomenti tra cui l’invecchiamento della popolazione, la crescita della popolazione di emigrati, la deindustrializzazione del territorio, la decrescita dei servizi, un mercato del lavoro sempre più preoccupante. “Fenomeni sociali scarsamente considerati dalla programmazione triennale dei Piani di Zona 2012- 2014”, ha denunciato Montemurro, per poi porre l’accento sulle “responsabilità del governo nazionale ma anche di quelli locali intorno alle politiche di welfare attivate sul territorio. Indicatori di tale status sono un equilibrio sempre difficile tra entrate e uscite correnti, una forte pressione tributaria sul territorio, i bassi investimenti pro capite realizzati, un’alta spesa dell’amministrazione generale. Antonio Guaita, direttore Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso, ha levato un accorato appello in riferimento al cambiamento dei bisogni che le persone anziane esprimono, visto che oggi “l’86% degli ospiti delle residenze è seguito per problemi psichiatrici comportamentali. Demenza e depressione sono i mali di oggi molto più che la non autosufficienza fisica. Gli operatori passano dall’assistenza alla vigilanza, dall’aiutare a vivere, all’impedire di fare. Occorre una formazione adeguata al cambiamento della domanda”.

Laura Puddu, , ha quindi portato la sua esperienza intorno all’azienda speciale di Castano Primo, nata nel 2005 e che lei dirige. “Un ente di gestione e non di programmazione – ha specificato-, che attualmente gestisce il 45% della spesa sociale del Castanese, percentuale non in decrescita, nonostante i tagli nei Comuni, e che ha tra i suoi punta di forza una capacità di organizzazione veloce, e un’economia di scala”. Il discorso sull’accorpamento delle funzioni nei Comuni, ha così caratterizzato gli interventi di Alberto Centinaio e Gian Piero Colombo, rispettivamente Sindaco e Assessore ai Servizi sociali del Comune di Legnano, Elda Serati, assessore ai Servizi Sociali di Santo Stefano Ticino, e Ivana Cavazzini, Sindaco di Drizzona, ma anche presidente del Dipartimento dei Piccoli Comuni di Anci Lombardia. “La crisi impone scelte importanti e pesanti – è stata la riflessione di Colombo-, è un momento che richiede grandi responsabilità, e dalla quale si possono cogliere opportunità di cambiamento. Non ha senso fare scelte in maniera isolata, che si limitano a tagli o a difendere il welfare esistente”. “La complessità non deve spaventare – ha continuato Cavazzini -. Mettersi insieme è la vera sfida da affrontare, se non vogliamo che altri decidano per noi”. Sulla stessa linea d’onda Paolo Zambelli dello staff della direzione sociale Asl Mi 1, che ha passato la parola, per le conclusioni, a Claudio Dossi, segretario Spi Lombardia. “Non è stato un convegno di vetrina, questo, ma un momento in cui si è cercato di costruire un quadro di riferimento per affrontare una grande problematica. Non siamo inermi a giocare questa partita, ma abbiamo o dobbiamo trovare un ruolo attivo. Oggi occorre fare rete, associarsi velocemente, recuperare risorse dall’evasione fiscale e intercettare le risorse europee. La possibilità di cambiare c’è, senza rinunciare a servizi di qualità”.

 Pier antonio Alemani Segretario generale Spi ticino Olona

Le conclusioni di Claudio Dossi della segreteria regionale

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