Politiche di genere

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GIU' LE MANI DAI DIRITTI DELLE DONNE di Merida Madeo

Matteo Salvini durante un comizio a Roma ha tuonato contro quello che secondo lui sarebbe l’utilizzo dei pronto soccorso italiani come “supermarket degli aborti da parte di donne né di Roma né di Milano (e quindi evidentemente straniere) come soluzione a “stili di vita incivili”. Parole scandalose e false per diversi motivi.

Intanto come ogni politico serio e competente dovrebbe essere a conoscenza che, come ricorda l’articolo di Avvenire del 17 Febbraio scorso, “Le donne non vanno ad abortire al pronto soccorso. L’iter per l’interruzione volontaria della gravidanza è ancora e sempre quello fissato dalla Legge 194 del 1978 e prevede una visita ginecologica, una “sospensione” di 7 giorni e poi la procedura, chirurgica o farmacologica, in un ospedale o in un centro autorizzato”.

Il secondo motivo è che il fenomeno delle “recidive”, pur grave, in Italia è decisamente meno frequente che in altri paesi, con valori fra i più bassi a livello internazionale.

Il terzo motivo riguarda gli “stil di vita” che le donne straniere adotterebbero e che sarebbero la causa degli aborti ripetuti. “Il leader della Lega non si pone il problema -prosegue l’articolo – che la situazione più frequente censita dalle statistiche è quella di povertà materiale e culturale, solitudine e sopraffazione. Dovrebbe ben sapere che di quegli stili di vita le donne non sono protagoniste ma vittime. Ragazze dalle quali lo sfruttatore finale, italiano, pretende rapporti non protetti, giovani immigrate che svolgono lavori non regolari sottoposte a duri ricatti sulla propria vita.”

A queste considerazioni occorre aggiungere che la situazione di tante donne immigrate sono state peggiorate proprio dalle infauste regole messe in atto dall’ex Ministro dell’Interno ricacciandole spesso in situazioni di clandestinità e quindi maggiormente sfruttabili e ricattabili. Ma certamente l’ex ministro, e la sua amica-rivale Meloni, che rappresentano la destra più becera e aggressiva di questo paese, non sono certo preoccupati né della critica situazione vissuta da molte donne immigrate né tantomeno dal sovraffollamento dei pronto soccorso che vorrebbero trasformare in strutture private. L’attacco è ben più complesso e pericoloso. L’obiettivo, quello vero e comune a tutte le destre, è colpire la Legge 194, la libertà e l’autodeterminazione delle donne.

Noi invece vogliamo parlare della scarsità dei consultori, della quantità di medici obiettori che in molti casi ha reso inapplicabile la 194.

Vogliamo parlare di quanto questa legge, pur con tutte le difficoltà, abbia diminuito la piaga dell’aborto clandestino così diffuso in Italia prima del 1978.

Vogliamo parlare anche della sofferenza vissuta dalle donne che decidono di interrompere la gravidanza e ricorrere all’aborto.

Noi vogliamo parlare delle donne che continuano ad essere vittime di violenza perpetrata da uomini e di quei bambini ai quali viene negata la gioia di essere figli.

La segreteria dello Spi Cgil Lombardia ha promosso un importante convegno sul tema della violenza contro le donne lo scorso novembre.

Non amiamo le semplificazioni. Vogliamo discutere, approfondire e lottare per i nostri diritti e per quelli delle nuove generazioni

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